Se tutti fossimo capaci di leggere i corpi, invece che ascoltare le parole, sarebbe tutto più semplice.

Quante cose la mia pelle potrebbe raccontare. Quante cicatrici scrivono momenti sulle mie vene, quante urla soffocano le mie ossa. Quante carezze invisibili, quanti schiaffi cancellati.

Ho un nodo alla gola che riscopro anche attorno ai miei polsi, legati dietro alla schiena mentre mi inginocchio su un pavimento di sassi e schegge. Le gambe non reggono, non ce la fanno sempre.

Ingiustizia! Sputa la mia bocca senza riuscire a gridare: le mie corde vocali sono spezzate come un violino scordato e distrutto, le labbra sono cucite con il filo spinato.

Lascio che sia il silenzio a colmare le parole non dette…

Ogni volta in cui te ne vai dalla vita di qualcuno, abbi sempre cura di dare spiegazioni.
Anche se sai che non verranno condivise. 
Tu dalle.

Perché sparire senza dire nulla o dire fesserie è poco corretto e di certo mostra che chi agisce così è peggio di quello che credevamo avere di fronte. Pochi lo sanno fare o lo vogliono fare, anche da questo si può capire lo spessore di un uomo o di una donna.

Meglio una Santa verità che una menzogna campata senza alcun significato, rimanere nel dubbio credo sia quanto di più atroce e dannoso a cui si possa sottoporre una persona che ti vuole bene quindi è meglio un brutto colpo secco che belle parole vuote. Penso che noi donne siamo più leali davanti ad una frattura, qualunque essa sia.

Già… Si fugge sempre davanti al problema. È più facile, no?

Le spiegazioni mantengono alta la dignità di un legame e persino quando lo si sta chiudendo, sono un atto d’amore nonostante tutto e qualunque sia il sentimento, anche nelle amicizie.

Continuerò a cercare di salvarmi dalle mancanze guardandole negli occhi, schivandole nelle parole che ho già letto o sentito e quelle che s’appunteranno spilli sul petto.

Marinella per @tantipensieri
Immagine dal web

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