Mentre faccio un po’ di pulizie nei cassetti dell’armadio trovo il cerchietto con le corna e la coda da diavolo che ho comprato l’anno in cui vivevo a Londra. Credo sia stata l’unica volta in cui mi sono travestita per Halloween. Prima di allora non avevo mai considerato questa festa.
Eh sì, perché quando ero piccola io, per ricevere qualche dolcino si aspettava l’arrivo dei morti, il 2 novembre.
E non è una cosa macabra: in Sicilia il giorno della commemorazione dei defunti è considerato un giorno di festa, una ricorrenza molto sentita da tutti.
Ai miei tempi, o meglio ancora ai tempi dei miei genitori e dei miei nonni, si diceva che la notte tra l’1 e il 2 novembre le anime dei defunti portassero dei regali ai piccoli di famiglia. Al mattino i bambini si svegliavano felici e giravano per tutta la casa curiosi di sapere cosa avessero portato loro i nonni, i bisnonni o qualche altro parente lontano. Poi si andava a messa, vestiti bene proprio come nei giorni di festa. Successivamente era d’obbligo la visita ai parenti defunti, per ringraziarli dei regali ricevuti.
Il cimitero si trasformava in un luogo di passeggio, come se ci si trovasse in una strada qualsiasi del paese. Si andava di tomba in tomba, sia che ci fosse un parente o un conoscente o che si trattasse di una persona sconosciuta, cercando sempre qualche aneddoto, qualche episodio che facesse ricordare qualcosa di quella persona.
Tutte le tombe si riempivano di luci, di fiori e di colori.. e per un giorno quel posto si trasformava in un luogo meno triste e cupo, un luogo sereno e, per quanto possibile, un po’ più allegro.

Arycaffa per @tantipensieri
Foto dell’autrice

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