E mi manchi.
In questa serata non fredda, senza luna e senza stelle, dove spira solo una leggerissima brezza di vento, mi ritrovo fermo a pensare, a pensarti.
A pensare a noi, alla nostra storia, al nostro incontro, cercato e voluto da entrambi.
A quella sensazione mista di paura ed impazienza … l’impazienza di vederti e la paura della scoperta, la paura di non mostrarmi per quello che sono, per quello che ero.

Il fumo della sigaretta sale piano.
Rivedo tutto come in un film, un caffè al bar della stazione, tutto intorno persone che vanno e vengono, ma io non ci faccio caso, sono perso dentro i tuoi occhi e il suono dolce della tua voce è una musica romantica per le mie orecchie.
Sei come ti immaginavo, bella e intrigante, sexy e dolcissima.
Quel bacio, rubato di nascosto da tutto e da tutti, solo per noi che di colpo spazza via tutti i timori.
E poi la nostra alcova, mani che accarezzano, bocche che percorrono ogni lembo di pelle, occhi che scrutano e spogliano.
I nostri corpi caldi e frementi uniti, quasi intrecciati, come a non volersi lasciare mai più.
Ci abbandoniamo in quel letto dove si mischiano sospiri e gemiti, dove entrambi ci perdiamo e ci ritroviamo ogni momento, dove il tempo è una dimensione che non esiste.
Le nostre voglie, a volte represse, spesso immaginate, prendono immediatamente forma.
È un’esplosione di sensi che ci porta a toccare il cielo con un dito.
È il sesso unito all’amore, è l’amore che ci avvolge e ci rende inermi di fronte a sè, di fronte all’altro.
E rimaniamo lì, a scambiarci dolcezze, piccole carezze, dolci baci in punta di labbra.

È così che ti vorrei, è così che ti immagino, anche se so che resterai solo un sogno distante, troppo distante.

Gimbo67 per @tantipensieri
Immagine dal web

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