Il sabato mattina se posso amo passeggiare vicino al mare. Mentre camminavo immersa nei miei pensieri mi ferma un ragazzo sorridente con marcata disabilità cognitiva che secondo me, come spesso mi capita al primo impatto, vede in me al volo oltre che la persona sensibile la madre accogliente.

 “Buongiorno, mi scusi tanto se la disturbo ma lei secondo me lavora qui, forse laggiù alla biblioteca perché io l’ho già vista, è così gentile da dirmi che ora è?”.

 “Ma lo sa che la sua giacca di jeans è bellissima, le sta così bene, è della Sisley, davvero complimenti…”

Il ragazzo è sveglio con tanta voglia di chiacchierare e anche simpatico con il suo incalzare di domande,  alla fine è piacevole scambiare due parole con lui… di lui.

“Grazie, e spero di rivederla domani, e ciao!!!”

Sono intenerita da tanta gentilezza appropriata, da quella delicatezza mista a sfacciataggine che trovi solo in certe deliziose persone fragili.

Continuo la mia passeggiata con quella sensazione di benessere lasciata dall’allegria e dalla spontaneità di quel ragazzo. Svolto verso la banchina, mi piace sempre passare di qui a guardare le barche ormeggiate, due tizi scendono da uno yacht enorme e volgare, entrambi con un orologiazzo d’oro d’ordinanza al polso, uno dei due si ferma vicinissimo a me, mi guarda e mi fa l’occhiolino invece l’altro fa una battute pensando di essere spiritoso “A noi ci piacciono le bionde, se sali a bordo…” l’istinto trattenuto è stato di spingerli  in mare.

L’umanità è bella, o forse insomma…
Certe volte bastano due passi per marcare la distanza tra l’umano che scalda il cuore e lo sprofondamento nel lusso inutile, volgare pacchiano aggressivo irrispettoso.

Evviva la fragilità, ottimo antidoto contro la pochezza ostentata in modo inopportuno. La differenza che c’è tra la spontaneità e due passi dopo alla spudoratezza (entrambe le parole cominciano per “sp”, ma dopo c’è tutto un mondo di significati).

Dalla fragilità nasce l’umano.

Marinella per @tantipensieri
Immagine dal web

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