Nasce il giorno con o senza sole e guardo il letto vuoto.
Immagino te, che dormi su un fianco e sento il tuo lieve respiro, accarezzo piano il tuo volto caldo, attento a non svegliarti e mi sento in paradiso.
Ma quando la mia mano si ferma, sento il freddo delle lenzuola ed il tuo posto vuoto.
Senza che io lo voglia una lacrima scende sul mio viso.
In essa, che contiene acqua, c’è così tanto dolore da riempire un pozzo senza fondo. In quell’istante l’amarezza ha la meglio, l’anima è delirante e io quasi mi arrendo a tutta questa conca piena di dolori incolmabili, ferite che sembrano stiletti acuminati infilzati nelle carni.
Quanto ardore c’è nell’illusione di desiderare chi non c’è più? Cosa pretendo?
Non posso chiedere nè tantomeno parlare, posso solo provare a sorridere, per non morire. Con la consapevolezza di perdere la mia anima riflessa nella tua…
E muoio ancora senza condizioni nei miei pianti ormai superflui, sciupati dalla mia misera esistenza…

Ivanzena976 per @tantipensieri
Immagine dal web

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