La pioggia sul tetto, le gocce sui vetri. Li rigano come fossero lacrime piante in solitudine, proteste silenziose di chi si è stancato di combattere. Le giornate si consumano in fretta e il buio avvolge sempre prima, il gelo tormenta le fragilità e avrei voglia di crollare, di lasciarmi cadere, di farmi schiacciare dal peso dei pensieri, dei giorni neri, delle soluzioni introvabili a preoccupazioni insormontabili. Guardo impassibile la vita che va avanti, senza la sicurezza di farne ancora parte. Mi sento parentesi tonde nella mia esistenza. Voce troppo debole per essere ascoltata, respiri corti che non permettono di andare lontano, presenza facilmente frangibile. Invisibile. Agli occhi di tutti, ma soprattutto ai miei. Senza scopi da raggiungere, senza ragioni da seguire, senza obiettivi da fissare. Una valanga di cose da poter fare e la totale mancanza di voglia di farle. Precipito lentamente fino a sentirmi soffocata dell’aria che manca. E tocco il fondo, lo abito, lo arredo, ma continuo a sentirmi estranea nella mia prigione interiore. Non mi accorgo di niente perché niente è importante. Ho gli occhi stanchi di immaginare e le palpebre pesanti. Vorrei addormentarmi per un tempo incalcolabile, senza sogni e senza memoria.
Ma ecco che in questo momento di sconforto e afflizione, di tristezza, desolazione e senso di sconfitta, le stelle cambiano, i cieli ruotano, le persone si incontrano, si trovano, si lasciano, si salutano, le farfalle sbattono le ali provocando uragani dall’altra parte del mondo, il sole sorge tutti i giorni, anche se è troppo nuvoloso per vederlo, i libri cadono dagli scaffali, piegano gli angoli delle pagine e non volano più. La ruota gira ininterrotta e incontrastata lungo una strada infinita. Il tempo non cura le ferite, ma dà le risposte. E tutto si trasforma in un soffio, in una manciata di secondi, in uno spruzzo di leggerezza, in capriole di risate.
Così, inaspettatamente, anche se sta arrivando l’inverno, non ho freddo; cadono le foglie e non sono sola; mi luccicano gli occhi e non di pianto.
E succede qualcosa. Qualcosa che non si direbbe, ma porta nuovi pensieri e battiti accelerati; qualcosa che non si immaginerebbe, ma illumina e scalda; qualcosa che non si crederebbe, ma travolge.
Qualcosa che è solo qualcosa, ma sorprende.
Qualcosa che spesso è qualcuno e, senza saperlo, mi salva anche da me.

@babyLux_93 per @tantipensieri
Foto dell’autrice

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