Ci sono case che somigliano a valigie, a volte ordinate e ben piegate, a volte disordinate e spiegazzate.
Poi ci sono valigie che sembrano case, a volte ordinate, a volte disordinate.
Nel mio caso, la mia casa è una valigia, a volte ben piegata, a volte spiegazzata.
Questo perché dentro a nessuna casa mi sento davvero a casa.
Quindi ho comprato una valigia che da sempre riempio di giochi, musica, libri, film, ricordi e certezze, borotalco, essenze.
Infatti io stesso, come scrive e canta il buon Jovanotti:

Sono una valigia e giro di stazione in stazione, in molti mi trasportano, ma solo tu hai la combinazione

Esattamente: la mia casa è una valigia e ha una maniglia, così la posso trasportare sempre con me, di stazione in stazione.
Dentro c’è di tutto. C’è una stufa accesa e una poltrona, dove potermi riscaldare, dove potermi riposare.
Certo, mi succede anche di entrare in vere case, calde e ospitali, fatte di camini scoppiettanti e comodi divani. Entro però sempre in punta di piedi dicendo permesso, e non ripongo mai a terra la mia valigia.
Ho troppa paura. Paura di trovarmi così bene da non voler più ripartire, o paura che all’improvviso quel fuoco si spenga. Paura di restare deluso, paura di deludere.
Così riparto sempre, ogni volta, io e la mia valigia.
Devo però dire con felicità che anche la mia portatile casa ospita anime, e chiedo scusa se non sempre trovo il tempo d’imbandire bene la tavola, chiedo scusa se a volte lascio le finestre chiuse e musica accesa fatta di silenzi.
Voglio arredare bene la mia valigia, renderla ospitale e profumata, ricca di banchetti e altalene appese alle finestre.
Voglio che chi mi viene a trovare desideri tornare, e se poi vuole fare anche un viaggio, beh non c’è problema: ho la valigia già pronta.
E tu, dove ti senti davvero a casa?

Hidden_80 per @tantipensieri
Immagine dal web

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