Mi sveglio all’improvviso perché, anche se non ci sento più tanto bene, conosco quel rumore come le mie zampe.
Mi alzo un pochino a fatica, mi do una bella scrollata e sono pronta per fare le feste al mio amico del cuore.
Quando ero piú piccina e in forze appena udivo il rumore dell’auto iniziavo ad ululare e mugolare forte, volevo che il mio amico sapesse quanto fossi felice che lui tornasse da me dopo tante ore.
Che poi in realtà non ho mai capito perché mi lasciasse sola e non mi portasse con sé! Ma l’importante è che dopo il suono delle campane lui fosse sempre arrivato a casa.
Ad ogni modo, ora che sono vecchietta mi faccio sentire meno, ma appena sento la porta aprirsi il suono della sua voce che mi chiama mi riempie di gioia e arrancando avanzo verso quel suono.
Eh sì, arranco perché da un po’ di mesi non riesco a vedere più niente, sono diventata cieca per colpa di una cosa chiamata diabete, faccio ancora fatica a trovare le strade giuste in casa e anche a passeggio, soprattutto quando mi agito!
E quando torna lui è uno di quei momenti! Emozione e agitazione. Poi le sue mani che mi grattano il muso e accarezzano la testa, quindi mi sollevano in braccio e mi fanno stare al sicuro. Così come da tradizione, do una lunga leccata alla faccia del mio amico che ride e fa versi buffi.
Io gli voglio un sacco di bene perché se anche non ci vedo più, mi ricordo tutte le cose fatte insieme in questi lunghi anni passati insieme… Le infinite passeggiate, con qualsiasi temperatura a cercare i gatti da far scappare, oppure tutti i momenti in cui mi portava al parco con la palla ed io facevo divertire i bimbi che mi guardavano saltare, afferrare il pallone e riportarlo indietro, abbaiando perché me lo rilanciasse.
Ricordo ogni dormita sul divano nelle posizioni più improbabili addosso al mio amico umano (ancora oggi di notte occupo buona parte del letto!)
Certo, nell’ultimo anno mi ha portato spesso in quel posto brutto con tutti quegli odori di altri cani, ho perso tanto peso e il mio amico mi ha riempito di cibo che non mi piaceva proprio, lui mi parlava sempre quando non avevo la forza neanche di alzarmi sulle zampe, l’ho sentito piangere. Ho voluto essere forte e mi sono rimessa, così oggi pur con tutti i miei problemi, ho fatto tornare il sorriso al mio caro amico.
Spero solo che in qualsiasi caso, quando sarà il momento, lui abbia la forza di tenermi la zampa e di farmi sentire la sua voce. Non chiedo altro.
Ma adesso il tempo dei ricordi è finito, è ora della pappa, e stasera sento già profumo di pollo e carotine.
Bau.

Treverdi per @tantipensieri
Immagine dal web

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