Eccoci. Come ogni anno al momento più triste, al momento in cui per convenzione, ci si dedica maggiormente alle persone che ci hanno voluto bene in vita e che adesso, da lassù ci guardano, gioiscono per le nostre vittorie e si rammaricano per i nostri errori.

Dicevo, per convenzione. Sì, perché in realtà queste persone sono sempre con noi, solo che durante l’anno a volte non riusciamo a prendercene cura come vorremmo, sempre impegnati in mille beghe quotidiane.

O come il senso comune ci vorrebbe obbligare a fare.

Quel senso comune che vorrebbe obbligare a dimostrare più che a sentire.

Personalmente, con lo spirito un po’ ribelle e un po’ fuori dagli schemi che ho sempre avuto, continuo a star lontano, per quanto possibile, dai luoghi di sepoltura. Sembrano sempre più luoghi dove accentuare le differenze tra le persone, come se non succedesse abbastanza nella società normale.

Nella mia idea i cimiteri dovrebbero essere luoghi dove le persone, oltre alla pace eterna, trovano anche il modo di essere tutte uguali.

Io preferisco pensare e ricordare le persone nei momenti di normalità, quando magari qualcosa o qualcuno te le riporta alla mente o semplicemente quando hai bisogno di chiedere un consiglio, che non arriverà, ma che ti farà affrontare le cose con maggiore convinzione.

Un tempo questo periodo diventava anche occasione per rivedere parenti lontani, geograficamente e anche un po’ spiritualmente. Ora che le vecchie generazioni hanno lasciato posto ai giovani anche questa cosa va scemando.

Ragione di più per chiudermi nel mio guscio, rivolgere uno sguardo al cielo e mandare un pensiero e un bacio a tutti quelli che mi hanno voluto, e a cui ho voluto, bene.

Parenti, amici … tanti amici … troppi … se penso a quanti ragazzi e ragazze ho perso in questi anni mi si stringe il cure.

Ragazzi che avrebbero avuto tutto il diritto di stare qui, come sono io, che avrebbero avuto una vita da vivere, persone da amare, sogni da realizzare e che invece sono stati portati via nel fiore degli anni da malattie e incidenti.

È a loro che, con il rispetto per tutti gli altri, in questa giornata intendo dedicare poche righe sconclusionate.

Grazie ragazzi … abbiamo riso, scherzato, giocato, fatto cazzate insieme … litigato e fatto pace.

Avremmo potuto fare di più? Certamente, ma né io né voi sapevamo che non ne avremmo avuto il tempo.

Grazie ragazzi … chiamarvi uno per uno sarebbe impossibile, rischierei di non nominare qualcuno/a e non sarebbe giusto … rimarrete comunque sempre ben impressi nella mia mente.

Grazie ragazzi … continuate a sorvegliare da lassù e, come quando eravate vivi, se farò una cazzata venite a tirarmi le orecchie … tanto occasioni ne avrete.

Grazie ragazzi … continuate a vegliare su di me, sulla mia famiglia e sui miei, a volte nostri, amici … ve ne sarò eternamente grato.

R.I.P.

Gimbo67 per @tantipensieri
Immagine dal web

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