Il treno delle 7.00 è in ritardo anche stamattina, le luci della notte sono ancora accese e il freddo oggi è pungente più del solito.
Una voce ci avvisa che il treno è in arrivo e corriamo tutti nella speranza di trovare magicamente un posto libero.
Mi siedo accanto al finestrino, infilo le cuffie mentre scorro velocemente la Playlist di Spotify, mi metto ad osservare il via vai di persone che cercano di farsi spazio tra una valigia e un piede di qualcuno che non è riuscito a trovare un posto.
Quante persone incontriamo ogni giorno per caso, gente di cui non sappiamo nulla, gente che quasi sicuramente non vedremo mai più.
Ognuno con la propria storia, ognuno con i propri segreti, ognuno si trova su quel treno per un motivo diverso.
Mi piace fantasticare sulle loro vite, immaginare cosa faranno una volta scesi da quel vagone.
Un signore ben vestito, con la sua 24 ore, passa da una telefonata all’altra imprecando contro il ritardo, sono sicura che lo aspettino per una riunione importante.
Una ragazza legge velocemente un libro di diritto, probabilmente avrà un esame tra poco.
Una coppia, sulla sessantina, continua ad a guardare l’orologio mentre tiene stretta a sé due valigie, mi piace pensare che stiano andando a trovare il figlio che non vedono da tempo.
Mentre il treno giunge alla fine della corsa, io continuo a delineare contorni di esistenze che si incrociano e di vite pronte a separarsi forse per sempre o forse (chi lo sa) destinate a incontrarsi di nuovo prima o poi, per continuare insieme il loro viaggio sul vagone più affollato, quello della vita.

Arycaffa per @tantipensieri
Foto dell’autrice

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