Cammino per le vie del centro, le mani fredde dentro alle tasche del piumino, non riuscirei a riscaldarmi neppure se bevessi un vin brulè.

Guardo rapita le vetrine dei negozi che iniziano a vestirsi a festa: neve di polistirolo o di cotone, addobbi e luci ad intermittenza.
Natale è alle porte e per la prima volta, dopo molti anni, mi sento serena e riesco perfino a sorridere.

Mi guardo intorno ed improvvisamente torno ad essere bambina, a quando gli abeti erano veri e spelacchiati, a quando le luci non erano multifunzione, a quando ricevevamo pochi regali ma buoni, a quando giocavamo a tombola con le bucce di mandarino, a quando il Natale era bello perché tu eri con noi.

Noi, che sensazione di pienezza nel pronunciare queste tre lettere.

Un po’ mi sento in colpa perché da quando non ci sei non abbiamo più festeggiato il Natale.
So che non approverai perché a te piaceva celebrare queste giornate di festa tutti insieme, come una grande famiglia.

I ricordi prepotentemente si affacciano nella mia mente, copiose lacrime iniziano a rigare le mie guance.
Improvvisamente mi manca l’aria, improvvisamente mi manchi tu e tutto ritorna a quel giorno, quel giorno così difficile da dimenticare.

Lo ammetto, il Natale, è un periodo strano per me perché rappresenta il passato.
Un passato che non potrà più tornare, un passato che non cerco di dimenticare perché fa parte di me, del mio essere.
Molti pensano che il dolore fortifichi e che possa cambiare le persone, ma non sanno che il dolore non potrà mai cancellare quello che di più prezioso abbiamo: i ricordi.

E così improvvisamente, mi assale il desiderio di ritrovarti nelle piccole cose, nei tuoi addobbi, perfino nei menù che scrivevi per tutti noi e che gelosamente ho conservato.
Mi assale il desiderio di ritrovare la magia del Natale e di emozionarmi ancora.

Guardo il cielo.
E’ così bianco che sembra voglia nevicare da un momento all’altro, si è alzato anche il vento.
Chissà, forse sei tu che mi starai accarezzando e guardando con quegli occhi dolci ma severi come se volessi rimproverarmi da un momento all’altro per non essere stata in grado di portare avanti la tradizione della nostra famiglia.

Sai, ci sono voluti ben nove anni prima che metabolizzassi la tua assenza.
Ormai non tornerai più lo so, anzi, perdonami se non ti ho lasciato andare via prima, se ti ho tenuto con me più del previsto.
Scusami se solo adesso ho smesso di odiarti per essertene andato così, senza un saluto, e scusami se non vengo a trovarti spesso nella tua nuova casa, per me la tua casa rimane dentro al mio cuore.

Buon Natale papà, ovunque tu sia

mbarbie per @tantipensieri
Foto dell’autrice

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