La ragazza donna di Valentino Fossati  perché: il dolore, la perdita, il non fare centro, la delusione delle aspettative sono sempre, di per sé, eventi traumatici nella vita di ognuno; quando sono successivi a un’infanzia ricca di cose belle e semenza per il futuro, la loro lama si fa sentire ancora di più, smembra le profondità. Nella definizione di questo taglio viscerale sta la bravura di Fossati, evidente in questi versi che fanno piangere e ci avvicinano, protraendo nel senza tempo la bellezza delle cose per sempre perdute

La ragazza abitò in noi
quando l’uomo la spinse
giù dal taxi, nella pioggia
d’estate,
quando picchiava sulla faccia chi derideva
perché mai le fosse detto puttana, cagna

Sempre in noi
quando trovò lo sposo
ma i poliziotti la condussero al parco
d’inverno mentre un prete lo benediva
e lo affidava alla notte, la bocca aperta
gli occhi fissi
quel buco ha bruciato le sue vene

Ma una sera dopo anni
sola, in aeroporto in mezzo a tanta gente
all’improvviso
si chiese a cosa mai, a che è servito
quando il nonno mi cullava
per la tosse asinina
quando la mamma
s’ingegnava ogni mattina, le merende
nella cartella e la nonna
mi portava sulla corriera gialla-arancio
in campagna quando giocavo alla primavera,
i fantasmi che indovinavo dietro le nuvole…

Solo una cosa le fu risposta:
aspetta ogni notte la sirena
quel canto,
il passaggio del treno, attentamente
un suono dal cielo
come un allarme
e via, come un vento di gioia
un allarme dal buio

un allarme dalle stelle.

(da Gli allarmi delle stelle, CartaCanta Editore 2018)

Acorbetta per @tantipensieri
Immagine dal web

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