Il Natale, ma più in generale il periodo delle Feste, era sempre stato fonte di sentimenti contrastanti in lui:
da bambino/ragazzino era una bellezza, 15 giorni a casa da scuola, senza pensieri se non quello di divertirsi più che poteva, ancora c’era la neve allora, anche in pianura, un sacco di nebbia, ma tanto non doveva guidare e quindi chissene … Poi c’era la festa di Capodanno con gli amici. Da più grandicelli organizzavano delle bellissime feste da ballo a casa di uno o dell’altro invitando anche le ragazze. Passavano giorni a sistemare impianti stereo, luci, casse e poi immancabilmente c’era qualcosa che non funzionava: il bello della diretta.
Poi con il passare degli anni spesso aveva coinciso con momenti di picco di lavoro e allora si scazzava perché gli altri erano in ferie a divertirsi e lui al lavoro.
E più passava il tempo più riusciva a fare attenzione a quelle cose a cui prima non dava importanza: la città illuminata, le bancarelle di dolciumi sparse in tutta la piazza, la città che improvvisamente si animava, l’aria di festa che comunque si percepiva al di là delle difficoltà quotidiane.

Ma quell’anno aveva un motivo in più per festeggiare, un motivo in più per essere felice, quell’anno c’era lei.

Lei che era comparsa di punto in bianco, si erano conosciuti ad un ricevimento di lavoro nella sua città e si erano trovati talmente bene che lui aveva deciso di trattenersi un paio di giorni, sfruttando il week end, e lei gli aveva fatto da Cicerone alla scoperta di tutti i luoghi culturali e curiosi da scoprire in quella città affacciata sul mare, in quei giorni di primavera inoltrata.
Si erano scritti, si erano incontrati, si erano amati e vissuti, e quel Natale avevano deciso di trascorrerlo in una baita in montagna, lontani dai rumori, lontani dalla folla, lontani dal mondo.
Solo loro, in quell’ambiente, la montagna, un po’ lontano dal modo di vivere di lei.
Il paesaggio era stupendamente magico, ma a volte anche un po’ spettrale quando il sole al tramonto stagliava i suoi raggi sulla montagna dietro di loro, disegnando percorsi e strane forme nell’imbrunire.
E la luna la sera che si alzava nel cielo a fare da sfondo ai loro sguardi, ai loro baci profondi e alle loro parole d’amore.
La baita diventò il loro nido d’amore, il luogo dove si promisero amore per la vita.
Ma non c’era bisogno di promette, i loro sguardi parlavano per loro.
E da allora il Natale non sarebbe mai più stato uguale a prima.

Gimbo67 per Tantipensieri
Immagine dal web

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