Un pc che non funziona, un blocco della rete, una serie di dati da estrarre … arrivi tu, con la solita naturalezza e professionalità … track, track, track e … “Quindi? Bene, ora è tutto a posto”.

Già … è tutto a posto … chissà se è vero, anche nella tua nuova casa dove hai traslocato questa mattina e dove io, insieme a tanti altri, ti ho accompagnato.

Ancora ti vedo al mattino presto, spesso addirittura prima di me, con i capelli avvolti nel fumo della sigaretta, appoggiato alla ringhiera e immerso nei tuoi pensieri.

Sembravi sempre burbero, arrabbiato con tutti, sarà anche per quel viso spesso serio e la stazza non proprio longilinea (parlo io poi …), ma bastava stare con te cinque minuti per accorgersi di quanto fosse sbagliata quella prima impressione. Una persona buona, sempre disponibile e con la quale potevi parlare di qualsiasi cosa, dallo sport alla politica, dalla musica ai viaggi, e sempre con una tranquillità che ai tempi attuali è sempre un po’ carente. Quello eri. Quello sei!

Certo alla sfiga (licenza poetica, ma in questo caso si può dire) non si comanda … la pensione ti stava aspettando, poteva essere distante non più di quattro mesi, per te ancora giovane, giovanissimo, la tanto agognata “quota 100”. Una vita lavorativa instancabile, in gran parte svolta per la stessa azienda, fatta di sacrifici e di conquiste, che ti aveva portato a ricoprire un ruolo di responsabilità, senza negarti negli ultimi anni più di un grattacapo, che finalmente stava volgendo al termine per lasciare il posto alla tranquillità. 

Quante volte mi raccontavi di cosa avresti voluto fare una volta smesso di lavorare, viaggiare, vedere cose che in questi anni il tempo non ti ha consentito di vedere.

Di quanto avresti voluto dedicarti alla famiglia, a tua moglie a volte “trascurata” per il tuo lavoro, a tuo figlio ormai grande.

Basta, so che non è giusto quello che ti sto facendo, come so che tu non l’avresti voluto, ma non potevo non dedicarti quattro parole; te le meriti più di quanto tu stesso possa pensare.

Buon viaggio Iames.

Caro Collega.

Grande Amico.

Gianni per Tantipensieri

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