Innamorarsi.
Non possiamo prevedere o decidere noi, c’è una data non scritta e nemmeno prevista, anno, mese, giorno che a nostra insaputa arriva e ci sbalestra per sempre. Ed è sicuro che non c’è miglior caos nel momento in cui inizia, le pupille grandi perse la linea rotonda triste, degli occhi che avresti voluto ciechi, a volte persino sul mondo,
Poi d’un tratto gli occhi riescono a vedere e s’illuminano, ti lasci andare è quell’istante magico che tra molte vite è una vita da vivere… Ma quanti interrogativi!
È di nessuno il tuo cuore? Intanto si riempie d’interrogativi il suo silenzio.
È davvero possibile?
Esiste anche per me qualcuno a cui basta un sorriso e cancella la distanza percorsa da una lacrima fino alle labbra?
Pensieri che vanno e vengono in quella testolina matta, quando è sola e ormai non sa più che farsene delle favole.
Quando si muove piano, per evitare i rumori.
Quando non riesce a far finta di nulla, ma deve… Così allora preferisce stare zitta, e pur continuando, arriva poi, forse, a dimenticare tutto. 

Innamorarsi.
È una giovane donna senza età i cui sentimenti mantenuti tiepidi come albero gelato e dentro quella linfa che scorre, ora si scatenano in un turbinio emotivo che da energia sottile e delicata si trasformano in fantasie da cattiva ragazza, di gambe indecenti, di mani frenetiche e una bocca accostata all’orecchio. Innamorarsi.

È una donna, dentro un impermeabile, la pioggia del tempo ha curiosamente deformato sul suo corpo, ora è capace di liberarsi e nuda vuole essere stretta nell’abbraccio di chi semplicemente standogli vicino l’ha capita, protetta, è stato capace d’aspettarla.

Innamorarsi.
È un concerto a due, o diecimila persone.
È il nostro ‘tutt’attorno’ sociale se funziona bene.
È l’opera incompiuta completata, un ponte, una strada ripresa, un’alba e due sacchi a pelo, un paio di cannucce in un bicchiere per bere insieme, è convincere una bambina che cadere dalla bicicletta e risalirci col male alle ginocchia equivale a non mollare.

Innamorarsi.
Una lite desiderata per sistemare il rapporto, porre fine al diluvio d’incomprensioni o cavolo anche a quella  brutta e pesante cappa di mezze parole.

Innamorarsi.
È applaudire chi ti dà senza nulla volere.
È una religione per chi crede.
È il senso della cultura, il difendere i pensieri e gli oggetti carichi di umano splendore, i dipinti, i libri, gli spartiti, la ricerca, un ormai decaduto edificio che però s’impronta nella storia, nel principio di un ricordo. Innamorarsi del creato quando il peso delle vicende capitate sembra impossibile da affrontare… terremoti, onde alte decine di metri, guerre, continenti alla fame, chi vende davanti alle scuole… e quanto altro ci sarebbe da dire.
È molto, è enormemente complicato, tuttavia, il desiderio di bene sa anche di questo. 
Innamorarsi riassume un infinito che può essere dentro un cucchiaino da zucchero, due tisane, un tramonto, uno sguardo, tutto può essere speranza.

Innamorarsi è sognare.

Innamorarsi al risveglio, dopo una notte insieme, nell’ancora fresco ricordo di in un sogno, vestita di un lungo abito rosso e seduta tra alcuni signori ad un piccolo tavolo o dentro un minuscolo giardino dietro una piccola casa fatta di pietre e legni, una vetrata da cui lui guarda lei mentre gioca a carte, stracontenta, e si chiede chissà di cosa parla … è indescrivibile, lei è tutta la sua voglia d’amore, poi si alza, salutando i signori e si incammina al primo piano.
Non sa che troverà lui ne tanto meno può prevedere il suo passionale assalto come un lupo, perché prima di svegliarsi lui ha infilato come un pazzo le scale per raggiungerla.

E…

Marinella per @tantipensieri

immagini da web

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