“Ma il destino è dislessico
scrive storie al contrario
incompreso
genio
incomprensibile.”

Egregio Signor

Destino

Sento il desiderio di scriverle questa mia lettera per raccontare e confidarle una mia piccola e recondita riflessione.
So che lei ha molti nomi, ma pur sempre un ugual destino, girano molte voci intorno alla sua figura e sembra sia risaputo che Lei è ‘colui’ che decide inesorabilmente per tutti, esautorando il Divin Creatore delle Sue Responsabilità e quindi mi perdoni se per comodità comunicativa userò un solo nome pur essendo consapevole della sua infinità Molteplicità.
Innanzitutto le dico che sono consapevole e comprendo le difficoltà che lei affronta per gestire un’infinità di universi ma più che altro penso sia complicato il riuscire ad accontentarci tutti con i nostri molteplici e mutevoli ‘desiderata’, ecco ora capisco perché spesso viene chiamato erroneamente cinico e baro.
Inoltre ho saputo che in totale solitudine ha da svolgere una mole infinita di lavoro e senza pause, anzi direi che lei lavora instancabilmente e incessantemente.
Ora c’è questo… Si dice anche che Lei (Destino) è un filino esacerbato per la nuova riforma pensionistica interuniversale, diciamo che in pratica non dovrà più lavorare per una eternità ma addirittura per due! E se questa eternità come già sappiamo andrà per le lunghe, non riesco a immaginare come possa essere la prossima.
Ma veniamo al dunque… Allora “sentendo” sulla mia pelle il suo giusto malumore, avrei una proposta da farle che è poi l’oggetto di questa mia missiva.
Le dico subito che conosco una compagnia di amici mattacchioni, veramente un bel gruppo eterogeneo, sempre pronti al divertimento, grandi casinisti, di cui fa parte un cuoco di gran fama (non insista non le dico il nome) lo chef ci prepara meravigliosi e lauti banchetti, non può ovviamente mancare un mastro birraio che ci dona botti di eccellente birra e infine fa parte di questo variegato gruppo anche un misterioso ed equivoco sciamano che ci ha fatto dono di un tabacco… ehmm… moooolto strano.
Quindi adesso ecco che arriviamo alla mia idea.
Noi la raggiungiamo alla sua dimora, organizziamo una bella festicciola per alleviare il suo, noto malmostoso malumore e darLe così la possibilità di staccare un pochino la spina dal lavoro.
Vedrà che non se ne pentirà e dopo aver mangiato, bevuto in dolce e allegra compagnia il futuro le sembrerà addirittura roseo.
In quell’occasione mi pregerò di esporle anche quest’altra mia piccola idea… vede le consiglierei caldamente di prendere in considerazione un prepensionamento da subito e venire con noi, compagnia di burloni, si proprio così venga qui sulla Terra.
Le assicuro sarà molto divertente vedere cosa succederà quando ognuno dovrà volente o nolente essere l’unico artefice della propria vita e (sopratutto) non potrà più accusarla di inenarrabili nefandezze come succede ora.

Fiduciosa in una sua risposta affermativa le porgo i miei più amorevoli (che non si sa mai) saluti.

                                                                                                                                                                           Addì: a venì.

Una Allieva Pazza

Marinella per @tantipensieri

immagini da web

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