Si aggirava per casa, senza una meta, senza una cosa chiara da fare, era una sera fredda e piovosa, e stava pensando a lei.

Lei, un’amicizia nata per caso fra le pieghe del web, ma che poi era cresciuta a dismisura in entrambi. Si erano scritti per tanto tempo, nonostante le difficoltà legate alla distanza si erano incontrati, si erano vissuti intensamente, profondamente. Tra i due era nato un amore profondo. Si erano guardati negli occhi e in quel momento entrambi avevano percepito, fin dal primo incontro, di essere l’uno la parte mancante dell’altra, l’altra metà della mela, come se si fossero rincorsi per sempre senza riuscire a trovarsi mai.

Si erano sfiorati disegnando sulle proprie guance e sulla propria pelle le forme dell’amore, quello più alto, quello più sentito. I loro baci erano la misura del loro amore … forti, intensi, profondi, eppure cosi lunghi e delicati. In essi entrambi ci si perdevano, perdevano la cognizione del tempo e dello spazio. E si erano amati … avevano permesso alle loro menti di entrare in sintonia con i loro corpi, di penetrare nel profondo del proprio essere, di scavare nell’intimo di ognuno dei due. Erano entrati in quell’Inferno meraviglioso, in quel Girone Dantesco da cui non se ne esce se non con le ossa rotte e con il cuore a pezzi, ma nessuno dei due ne sarebbe mai uscito, nessuno dei due voleva nemmeno lontanamente farlo, almeno questo era la sua convinzione.

Invece lei, poco prima, gli aveva comunicato che la loro relazione doveva interrompersi lì. Per il loro amore, a causa di questo amore, per non soffrire più per un rapporto che sarebbe stato sicuramente complicato, per non avere la forza di affrontare le difficoltà che lui, invece, avrebbe condiviso con lei.

Lei lo aveva portato in un cielo sereno dal quale aveva, in un attimo, spazzato le dense nubi che lo stavano coprendo. Lo aveva portato in cima a vette innevate dove i panorami tolgono il fiato e si respira l’aria rarefatta della vita.

Vita … quante volte aveva sentito quel nome.

E con la stessa velocità lo aveva sprofondato nell’oceano più profondo, dove tutto è buio, dove i movimenti sono lenti e dove la luce, quella luce che si sprigionava dai loro occhi ad ogni incontro, ormai non filtrava più.

Avrebbe voluto odiarla, ma sapeva perfettamente che non sarebbe stato mai possibile.

L’avrebbe attesa, come si attende l’alba alla fine di una notte buia, perchè sperava in ogni momento nel suo ritorno, ogni sua cellula del suo corpo e della sua testa sperava, inesorabilmente, che si sarebbe risvegliato da questo brutto sogno. E se non fosse successo le avrebbe riservato per sempre un posto speciale nel suo cuore e nella sua mente.

Perchè lui è così.

Perchè lei è così.

Gianni per Tantipensieri

Condividi

Lascia un commento