“Fu allora che Madonna gli disse hai gli occhi belli

Vorrei che accarezzassi stanotte i miei capelli

Fu allora che rispose, grazie Madonna no,

Io sono un Cavaliere e il Re non tradirò”

Inizia così una delle più belle canzoni di Roberto Vecchioni, una canzone particolare che, come tale, non a tutti piace.

E’ una canzone che parla dell’amore, immenso, di un Cavaliere per la propria Regina, un amore impossibile e platonico, un amore che non potrà mai avere un futuro, un amore che lui teneva nel suo cuore non osando farsi avanti e non osando parlarne con nessuno.

Poi nel momento cruciale, nel momento in cui avrebbe potuto dare un senso alla sua vita, decide di rinunciare a questo amore per non tradire il suo Re, accettando l’umiliazione e l’esilio pur di non infangare la Corona.

 

Lui l’aveva scoperta quella sera in modo casuale, girovagando sul web, e ne era stato colpito immediatamente, perchè l’aveva fatto pensare alla sua Principessa, la sua Regina, la sua Donna.

Quante volte l’aveva chiamata così, con quel vezzeggiativo che le donava assolutamente.

Erano una coppia affiatata, tra loro l’amore scorreva a fiumi e si percepiva nitidamente.

Esistevano l’uno per l’altra, solo loro in tutto l’Universo, perchè erano solo loro due, e si amavano, e del resto del mondo non gli importava nulla quando erano insieme.

Lui la stringeva tra le sue braccia forti e a lei piaceva accoccolarsi lì, sentirsi salvata e protetta fra le braccia del suo Cavaliere.

Quando erano insieme si annullavano a vicenda, si isolavano come se nel mondo non esistesse più nessuno, come se fossero solo loro due, a dar libero sfogo al loro amore e alla loro passione.

Un abbraccio nel quale i loro corpi si fondevano per diventare uno solo, e ogni momento che passava la loro passione diventava più carnale, più vera, quasi ossessiva, tremendamente indecente.

Le loro bocche unite in baci profondi, lunghi e passionali; le labbra che accarezzavano piano ogni parte del corpo, le mani che andavano alla scoperta dei punti più nascosti per provocare un piacere sempre più intenso.

Erano tutt’uno quando i sospiri e i gemiti aumentavano, quando venivano catapultati in quel vortice di passione animale, in quella spirale senza fine di emozioni che li teneva ancora più uniti.

Il loro amore era qualcosa di unico ed indescrivibile, importante, puro e solare, che cresceva ogni giorno di più.

Il Cavaliere e la sua Regina; lui sarebbe arrivato in sella al suo bianco destriero, l’avrebbe fatta salire e avrebbero cavalcato insieme con il sole in faccia verso l’orizzonte.

Innamorati e con la consapevolezza che il loro amore li avrebbe protetti da tutto e da tutti.

Soli contro il mondo.

Soli verso il mondo.

 

Gianni per Tantipensieri

Immagine dal web

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