Il vento freddo accompagna i miei capelli in una danza scomposta, disordinando i pensieri. Brividi invernali mi attraversano e mi lasciano andare. Percorro il ponte impaziente di avvicinarmi. Alzo il volume e i miei passi si confondono con i tuoi. Cammino lentamente lungo la riva di questa nuova realtà.
Tu tracci le impronte sulla sabbia, equilibrista imprudente sulla sponda di inizi malinconici che raccontano già un po’ della loro fine.
Mi siedo sul muretto accarezzato dal fiume e ti aspetto.
La tua anima trova rifugio in una barchetta di legno scheggiata, arenata su una spiaggia abbandonata e forse non ti aspetti più nulla. E la tua voce canta.
E le mie labbra si muovono dando forma alle stesse parole. Dalle mie dita sporche di inchiostro sfugge il foglio scritto di testi e sentimenti. Si appoggia leggero sull’acqua, si inzuppa impotente, arrendendosi al volere della corrente che indifferente se ne appropria.
Dove le tue mani grandi finiscono inizia la chitarra. Le tue dita compongono spartiti invisibili, accordi familiari che si perdono nella desolazione dell’orizzonte che ti nasconde. Confidi al silenzio la tua paura di prendere il volo, mentre io ancora non so spiegare l’enormità delle tue ali.
Stai cercando di riempire tutto il tuo vuoto con rinvigorita speranza. Ma nei tuoi occhi luccica tanta tristezza. E nei tuoi occhi vorrei esserci anch’io.
Sto cercando il mio futuro tra desideri e progetti. Ma nei miei occhi rimane il ricordo. E in fondo ai miei occhi ci sarai sempre anche tu.
È al mare che affidi la disperazione che non osi raccontare e che appena incontra il suo ritmico sciabordare, diventa dolcezza. E un po’ sei mare anche tu. Quando torni e ritorni spumeggiando, quando infondi la forza di cui si ha bisogno, quando mi trascini a picco con la stessa facilità con la quale riesci a trarmi in salvo, quando accogli il fiume e te ne innamori.
Ed è al fiume che parlo di te, alla sua impetuosità determinata. E un po’ sono fiume anch’io. Quando mi piacerebbe solo passare oltre, quando mi sento prosciugata e quando recupero le energie per lambire gli argini, quando arrivo alla foce e do tutta me stessa.
Ti alzi in piedi chiedendo insistentemente alle onde salate chi ci sarà a proteggerti, chi sarà la preziosa presenza che donerà rinnovata fiducia ai tuoi battiti. Credi che la marea sia capace di rispondere. Ma nel fondale ci sono soltanto le scelte che non hai avuto il coraggio di compiere.
Mi alzo in piedi non sapendo se ce la farò, non riuscendo a decifrare i disegni che il destino sta dipingendo per me, credendo ancora che la mia essenza ti ospiterà sempre. Sulla superficie del fiume galleggiano bollicine di pensieri che non hanno trovato miglior forma di espressione.
Il sole scalda il tuo profilo. Il tuo cuore sa e tu capirai. La sabbia resta sabbia senza la voglia di costruire castelli.
La pioggia inizia a bagnare la mia giornata. Il mio cuore sa e forse tu l’hai già capito. Le conchiglie restano conchiglie senza la voglia di portarle all’ orecchio.
Arrotoli un messaggio per me, invitandomi a non dar credito alle voci della gente, ma accertarmi guardando la verità negli occhi.
Bisbiglio un messaggio per te: corri forte, rischia tanto e sii felice.
La musica finisce.
Ti allontani andando incontro al segreto della vita.
Mi allontano andando in cerca di un riflesso che ti assomigli.
Siamo acque diverse, ma specchiamo lo stesso cielo.

@babyLux_93 per @tantipensieri

Immagini dal web

Condividi

Lascia un commento