Mancanza

Mancanza

I frammenti non calpestati non riportano l’intero ma non tagliano; le vene sulla pelle scura non si vedono ma il sangue sporco non smette di attraversarle. Abbiamo un sangue buono e uno guasto e frammenti in ogni parte. Sussulto nel pensiero del tuo volto, irriconoscibile metafora d’amore non riconosciuto, onomatopeico soffio incandescente nell’iride; nei balzi

Spose

Spose

C’è un rito di passaggio, vestito di seta e di organza, c’è uno strascico bianco che scricchiola; si sbriciolano i pinoli sotto ai piedi, come un tempo a piedi nudi sui sassi, le mani sigillate in simboli sferici e aurei. C’è una bambina a scavalcare il suo tempo in pochi passi di rinuncia alla fiaba,

Controlli

Controlli

L’ecografo scorreva da sinistra a destra; il medico diceva che certe cose accadono e altre no. Sulla gelatina i pomeriggi trasmutavano in ore, le tue pupille in una palla da canestro, la rete traballava. L’ecografo scorreva da destra a sinistra; il medico annuiva fissando tessuti molli in uno schermo. È un passaggio nella strettoia il

Viole

Viole

Ho sovrapposto la bocca a più d’uno dei vostri sguardi e infilato le mani nelle vostre tasche vuote. Ho fatto la conta per non perdermi tra i passi falsi che avete lasciato sulle strade di lava. Ho riavvolto la vita come il rewind un film intorno alle vostre perbeniste aperture di porte. E poi viole,

Un figlio

Un figlio

Così hai avuto un figlio. Non nostro, non mio. Hai avuto un figlio nel grembo di un’altra, un grembo più grande, più adatto del mio. Hai avuto un figlio, un figlio reale, non queste sciocche, sciocche parole di aria e di carta, le mie. Hai avuto un figlio ed era d’inverno, un figlio modello, erede

Sulla coerenza

Sulla coerenza

Strappato un sopracciglio sei già un altro e la rifrazione dello specchio, in cui già diverso ti guardi, ti racconta una storia nuova: sono tutte storie, d’altra parte; soprattutto quella di essere costanti. La coerenza è il ghigno altalenante dei bugiardi che preferiscono la codardia alle favole.Poesie tratte da: Alessandra Corbetta, Essere gli altri, Erato,

Alla sala giochi

Alla sala giochi

La signora della sala giochi ha il corpo sformato come le sagome delle nuvole sbirciate in coppia dalle spiagge. I gettoni sono il suo tesoro circoscritto in forzieri di flipper e cavalli immobili se non per finta; se spari e colpisci ti dà un premio, l’addio è solo una partita che ricomincia.Alessandra Corbetta www.alessandracorbetta.net

Di un abbraccio

Di un abbraccio

Ai suoni delle campane, toccandoci a rimbalzo ci siamo persi sulla via di casa. I noccioli, in silenzio, hanno depravato le piume dell’anatracosì, vuote le nostre tasche avevano posto per altro. Agli stramazzi nessuno fece caso.Sembravano petali di un abbraccio che non lascia spazi.Alessandra Corbetta www.alessandracorbetta.net immagini del web

Tra i limoni

Tra i limoni

Dietro al suono di un’altra voce, la scorza verrà trasmutata in succo e dei limoni l’essenza brucerà  nella congiunzione inesatta di un’etica sgrammaticata. Ritrovarsi nel retrogusto di un’età diversa è la conquista breve del brulicare smosso ai fili d’erba di maggio, passaggio obbligato di gioventù.   Alessandra Corbetta www.alessandracorbetta.net

Al canto del gallo

Al canto del gallo

Da un varco all’altro, le luci stanche hanno sospeso la rincorsa alle lucciole. Io, che non son terreno, ho riacciuffato i sassi di altri per non perdermi, chiuso tra il sereno e un intreccio di frutta secca. Ho gareggiato con ogni corolla nell’impossibilità dello stelo facendo a pugni viola con i risvegli dai sogni. Al

La fenice

La fenice

Il dolore somiglia al guscio che segrega il gheriglio di noce; al terzo tocco del sasso sull’acqua prima dell’ultimo tonfo. Il dolore è una farfalla tra le mani tremante di indaco e nostalgia; è il rintocco di campana il giorno del Venerdì Santo. Di ogni chimera passata, il dolore è la fenice che risorge.Alessandra Corbetta

Versus

Versus

Chiedo a questa noia                               di dileguarsi, come d’improvviso il traffico nella grande città; di non oscurare l’andare tremulo di provincia, il silenzio diurno dei rapaci. Al vizio accavallato del tutto Io chiedo tregua; al buon consiglio        

Sagittario

Sagittario

Per combinazione astrale la voce si è fatta alta, più alto il piedistallo e fragile, ricerca spasmodica delle ossa, osso per osso, verità, l’essere umani. Per coincidenza astrale la grande caduta è gloriosa, isolamento della mente il conto, sussurro fastidioso un principio caro al cuore. Per influenza astrale prezzo salatissimo la libertà, le mani senza

21 Settembre

21 Settembre

Il profumo dei suoi capelli al 21 settembre erano le mani dopo le braccia, le teste chiuse degli ombrelloni, le cannucce a colori per strada; erano le onde calme, le alghe parallele alla spiaggia, i pensieri in volo come aquiloni in fuga. Il profumo dei suoi capelli al 21 settembre erano i soliti rumori dispettosi

Alle madri

Alle madri

Immense, dietro un grembiule a fiori, noi non vediamo le madri, inumani giganti con le mani in altri altrove. Pirati, di fronte alle flotte dei nostri pensieri maldestri non si spaventano e fa paura la loro tranquillità: il mare burrascoso teme la placida onda; ma c’è già profumo di pane nell’aria e le lenzuola sono

All’architetto

All’architetto

Avrei voluto tenerla stretto tra le dita di una mano Architetto, nel passaggio arduo dell’incrocio in centro, attraversato in fretta col naso dentro una tazzina di caffè macchiato. Quanto tempo ho rincorso per starle dietro Architetto, nel sollazzo d’avere un gesto, una carezza solo anche una tazzina di caffè macchiato portata a letto da un