Silenzio interiore

Silenzio interiore

Sfilo i tacchi. Oscillano e cadono sul tappeto uno in parte all’altro. L’acqua calda scorre riempiendo la vasca da bagno. La schiuma volumizza azzurrina e profumata. Qualche bollicina si stacca galleggiando nell’aria prima di scoppiare in un invisibile spruzzo di sapone. Abbasso le luci. Accendo alcune candele bianche e già abbastanza consumate sulla mensola vicino

Frasi interrotte

Frasi interrotte

La scrivania di legno scuro appoggiata contro il muro con la finestra più grande. La tenda spessa e pesante raccolta da una parte scopre il vetro leggermente appannato, rigato di pioggia. Il temporale rumoreggia in lontananza e la luce azzurrina del maltempo entra nella stanza debolmente illuminata da una lampada antica col paralume di seta.

Lago ghiacciato

Lago ghiacciato

Scivolata e caduta malamente. Bum, per terra, lunga distesa, assecondando involontariamente la gravità senza potermi opporre. Il gelo bagnato si fa strada rapidamente tra i capelli, sulle spalle attraverso il piumino, supera la sciarpa, inzuppa i pantaloni. Un brivido mi percorre. Inizio a rendermi conto di botte e ammaccature, maledico la mia costante inevitabile impacciataggine.

Fino alla prossima libreria

Fino alla prossima libreria

Cammino velocemente senza ombrello, permettendo alla pioggia sottile di bagnarmi i capelli e graffiarmi il viso. Pioggia che confonde la vista, smussa gli spigoli, addolcisce i contorni, arrotonda i profili e, nostalgica, lava via tutti i pensieri superflui. I miei passi si avvicendano in giro per una città conosciuta, per vie già calpestate, portici inconfondibili,

Rosa rossa

Rosa rossa

I riflettori si abbassano, le luci si inchinano. Lui, elegante figura filiforme in abito scuro. I polsini della camicia bianca spuntano dalle maniche della giacca. La cravatta allentata sul colletto inamidato oscilla e si appoggia sul retro della chitarra acustica. Le gambe piegate sul palo dello sgabello sostengono lo strumento, le mani passano tra le

22 gennaio

22 gennaio

Dalla tenda tirata filtrano appena i raggi deboli dell’alba invernale. I sensi si stiracchiano lentamente ai bagliori del reale. Lo sguardo perso nella semioscurità della stanza, stropicciato dal sonno, stenta a riconoscere l’attorno e saluta sbadigliando il nuovo giorno che inizia. L’ultimo sogno luccica ancora tra le ciglia, la tazza fumante del primo necessario caffè

Nuova luce

Nuova luce

«Una candela solitaria è quasi come una persona, un’anima abbandonata al dubbio, che inaspettatamente si trasforma quando qualcuno si avvicina, quando non è più sola». Gunnar Gunnarson, Il pastore d’Islanda, Milano, Iperborea, 2016, p.27 Il freddo islandese, il cielo travolto da un’inarginabile tempesta di neve, ghiaccio stilettante, un pastore dall’animo puro che si incammina per

Come tutte le cose importanti

Come tutte le cose importanti

Fermare l’attimo, immortalare l’istante, catturare un preciso momento e sperare così di donargli l’eterno. Le fotografie sono l’invitante promessa di un viaggio nella storia, un salvagente per la memoria, sono l’illusione di riuscire a rubare scaltramente qualcosa all’incessante inevitabile scorrere della vita e fermarlo nel sempre. In realtà non si fa che congelare un frammento