Ero

Ero

Uno specchio e due occhi. La luce accesa e la finestra chiusa. Le mani calde e i capelli tirati indietro da una fascia. Le palpebre si abbassano mentre un sospiro rallenta tutto. Sono passata anche dal precipizio. Un viaggio a ritroso. Dove usavo le bugie per tenermi strette le persone. Ero diventata un mostro. Come

Passi lenti

Passi lenti

Era uno stabile vecchio. Le finestre alte e grandi e quel rumore della strada sottostante, vicino all’ospedale, da dove uscivano spesso ambulanze con sirene urlanti. In quel luogo, i primi attimi verso l’autonomia ed i primi ricordi, sbiaditi o indelebili. Il corridoio stretto, le porte bianche su un legno verniciato da anni, quell’affresco grande sul

Lui nell’ombra

Lui nell’ombra

Un viaggio in treno o polpastrelli legati al volante all’ora di punta. Lo vedo nella mia testa, come un pittore abbozza in modo spartano il suo prossimo protagonista, senza paesaggi attorno o virgole a darne risalto, ma così, un nudo crudo, a carboncino, con le sfumature grigie attorno, a sottolineare che è possibile essere realisti

Il berretto

Il berretto

Una domenica di metà settembre, incominciata con l’attesa per il pomeriggio, per vivere una grande festa con tutta la famiglia riunita, scandita da un pranzo leggero in vista del banchetto ricco di prelibatezze e un po’ la voglia di altri abbracci che purtroppo non ci saranno più. Giorni frenetici, di preparativi e pensieri nostalgici da

Sulla scrivania

Sulla scrivania

Descrivo di getto. Un pugno stretto dentro una penna grigia lucida e la mia agenda rossa che mi aiuta ad annotare e spesso liberare. Assaporo le persone e ne calzo mentalmente una caricatura, insabbio il reale elevandolo e sorrido. Penso a come potrei vedere tutto da dietro un vetro o oltre un sipario che impolverato

45 anni di vita insieme

45 anni di vita insieme

Quante volte ho sentito quel racconto. Quante volte ho immaginato, disegnato nella mia testa quel giorno, anche aiutata dagli attimi incastonati nelle fotografie, ma poi mi lasciavo trascinare dall’unico pensiero…”questa è una favola!” Mamma e papà. Era giovedì 20 settembre 1973. Erano le 16.30 e le campane suonavano a festa. La loro. Un film a

Quelle estati

Quelle estati

Viaggiavamo di notte. Il viaggio per raggiungere nonna durava quattordici ore e per me era l’avventura più bella. Ufficialmente estate: tempo di ferie, gite, ritrovarsi e dedicarsi alla famiglia. Non ho mai fatto delle vacanze vere e proprie, non c’erano la settimana o i quindici giorni di mare o montagna, visto il lavoro di papà,

Mio sangue

Mio sangue

Stirai io la tua camicia. Quella di quel giorno. Una slim bianca da indossare sotto l’abito che scegliesti grigio perla, a far risaltare i tuoi occhi blu. Otto anni dal tuo matrimonio ed io ora rivoglio mio fratello. Tu che scrivesti il tema La mia sorellina in terza media, non avevi ancora compiuto tredici anni

Pensieri…tanti

Pensieri…tanti

Raggiungevo la fermata dell’autobus a piedi, uno davanti all’altro, percorrendo lo stradello di sassi stretto e che in primavera odorava di glicine. La testa bassa e mentalmente ripetevo la lezione per l’interrogazione. Nei giorni senza pensieri invece la testa alta a guardare il cielo e respirare, la voglia di esser già a scuola per stare

Dimenticami

Dimenticami

“Dimenticami.” Copertina viola e una sagoma femminile in grigio. Viola come il suo nome, grigio come i ricordi che pian piano sfumano, si fanno via via soltanto dei riflessi. Era il 2006, quasi estate, non ero in un periodo bello di me, della mia vita, ero come lo schermo della televisione dopo la fine di

Scatti e delusioni

Scatti e delusioni

Mi distraggo tenendo i pugni sotto il mento. Mi ricordo una foto dell’estate di due anni fa, guardavo dritta l’obiettivo con fare sensuale, labbra colorate di rosso, capelli vaporosi a contornare un viso che di mio non aveva nulla se non le sembianze, profilo che ora scarto, non ricordo più neppure che sensazione avessi tra

Semplicemente

Semplicemente

Le notti si interrompono. Il silenzio e il respiro dolce che cheta ogni debolezza. Le sue labbra che sembrano di burro, un impasto di parole sazie che ancora devono venire, un retrogusto di discorsi che provo ad immaginare, io che non sentirò buona parte delle sue intonazioni ma so che sarà qualcosa che proseguirà ciò

In quel sogno

In quel sogno

Un sogno. Appena scende la notte oltre le coperte; scende e porta il sonno e oltre quel qualcosa in più. Ritrovare persone perse, colori mai visti, bellezze e luoghi dimenticati, stralci di vita appena vissuta nel reale, durante il giorno, che prosegue mentre gli occhi sono chiusi e non si può scegliere. Come un film,

La tentatrice

La tentatrice

Penna tra le dita e voglia di colorare il profilo femminile di chi spesso vediamo passare da parte ai nostri pensieri e profuma di attenzione, magari sotto un filo di perle che hanno una storia famigliare, sotto un paio di gocce di profumo lasciate sul collo come a marcare un territorio che altrimenti non avrebbe

L’uomo del treno

L’uomo del treno

#tantifinali Nell’attesa dell’arrivo non ho più pensato a quell’uomo, Venezia era vicina ed io volevo solo tuffarmi tra i suoi anfratti e lasciarmi cullare come ogni volta. Scattai foto in angoli che già conoscevo ma che avevano sfumature diverse, volti che mi passavano accanto, accenti, mondi sconosciuti, colori caldi e toni freddi. Fermai il tempo

Caro Tantipensieri

Caro Tantipensieri

Caro Tantipensieri, giorni fa tra i tuoi pezzi mi ha colpito in modo particolare quello di Leandra: “io non ho paura”, mi ha subito rimandato al passato, mi ha portato a riflettere, a fermarmi e a fermare le parole per scrivere. Io non ho paura. E riaffiora prepotente una lettura che feci ancora ragazzina, in

Uscire da noi

Uscire da noi

La paura di essere dimenticati. Credo sia questo che detta il quasi disperato bisogno di apparire, di mettere sul mercato ogni minimo dettaglio della propria vita, le ansie, quello che intimamente ci accade; lo trovo forte e inutile, ma che rispecchia tante persone in una società veloce e distratta. Sarà un modo per urlare “io

Senza catene

Senza catene

Esperienza. Un guardare oltre una finestra mentre piove e avere comunque la voglia di uscire ed essere me stessa. Sì, perché l’esperienza è anche non farsi mettere i piedi in testa e non avere paura di reagire o di essere al primo posto. Ci sono donne mature che ancora credono al gioco del silenzio pur

La mia notte

La mia notte

Mi sedetti alla scrivania nel silenzio della stanza. Fuori pioveva e la domenica sarebbe scivolata via senza lasciare troppa traccia. Il respiro era corto e mi sentivo stanca. Osservavo. Davanti a me i miei libri, quelli che appena venni a vivere in questa casa avevo deciso di mettere in un luogo speciale, in quella stanza