Non era il mare

Non era il mare

Era la prima estate che passavo al mare, un posto bellissimo che mi faceva star bene. Le persone lo guardavano incantate. All’inizio ero un po’ timoroso: tanta eleganza mi attirava, ma allo stesso tempo mi metteva un filo d’ansia, quella di non essere all’altezza di tanta bellezza. Di quel mare ho imparato ad amare la

Dagli le ali

Dagli le ali

Il dolore ha un peso. Non esiste dolore che non ne abbia. Tutto dipende da come lo vuoi portare. Se lo porti sul viso nessuno lo vedrà più sorridere. Se lo tieni sul cuore sarà qualcosa di solo tuo, un verme che scava in silenzio fino a farti morire. Al dolore devi dare le ali,

Once upon a time

Once upon a time

Il fruscio dei fogli di carta le riportarono alla memoria il canto delle sere ventose d’estate, quando i pensieri si fanno limpidi, accompagnati dalle onde del mare. In quelle pagine vi era tutta la sua vita narrata al ritmo del cuore. Il racconto non seguiva la linea del tempo, bensì l’imprevedibile pennello dell’animo che mescola

Trieste

Trieste

Sono sul treno seduto al mio solito posto, lato finestrino. Ormai Trieste si avvicina come una nuova conquista. Il treno rallenta e mi dà la possibilità di osservare dal vetro ancora bagnato dalla recente pioggia, i binari che inseguono movimenti di costa, e quel capolavoro di città che si estende sul mare. Trieste da lontano

L’altra metà del mio cuore

L’altra metà del mio cuore

(dedicata a mia nipote) La notte all’ospedale è lunga, anche le ore sembrano più lunghe il risveglio sembra inverno. A fianco nel letto bianco guardi che dorme l’altra metà del tuo cuore, che soffre. Anche oggi avrà paura, anche oggi ti domanderà, anche oggi inventerò e mi farò pagliaccio per farla divertire, camminerò lungo i

Casa

Casa

Valigia chiusa! Check-in fatto! Ancora una volta si parte. Vacanze finite, volate via in fretta. È il momento dei saluti, degli arrivederci. Amici, famiglia e lui: il tuo amore… Non si è pronti, non ci si abitua mai a questa distanza. Non tutti possono capire, in pochi sanno cosa voglia dire dover lasciare il tuo

Stelle tra le righe

Stelle tra le righe

Non sono tanti i momenti nei quali si sente prepotente il bisogno di scrivere, riversare su un qualche supporto i pensieri che si attraversano a vicenda cercando un mosaico nuovo e ispirativo. Il ritorno da viaggi e avventure, per me, è uno di questi. Le parole iniziano ad affollarsi già sulla strada. Lungo il percorso,

La sera della Prima

La sera della Prima

Esco dall’ufficio, imbocco Via Manzoni, costeggio La Scala e sbuco all’angolo di una famosa boutique di moda. L’aria è piacevolmente tiepida anche se la giornata volge al termine e la notte inizia a manifestarsi con il suo buio sovrano. Aleggia profumo di capelli lavati e di preziose essenze spruzzate sulla pelle. “Milan l’è semper Milan”

Va bene così

Va bene così

È davvero finita, ora lo so. E dovrei essere triste e malinconica, sentire nel suono della parola fine il gemito sottile dell’infrangersi dei sogni – troppo impalpabili per far davvero rumore, se non nel fondo dell’anima. Siamo cresciuti credendo che ogni traguardo mancato, ogni cambio di rotta imprevisto, ogni schiena che si allontana dai nostri

Dei giorni di sole e d’autunno

Dei giorni di sole e d’autunno

Profumo di terra umida, sole caldo ed aria fresca. Fuori le strade iniziano a vestirsi delle foglie degli alberi. I piccoli aceri rossi nei giardini, si fanno ancora più splendenti. L’alba arriva tardi, ma appena prima del momento in cui sorge il sole, l’atmosfera è unica, col un silenzio carico di aspettative. Arrivano i primi

Mi manchi 

Mi manchi 

《Non so più come fare. Sto diventando matto. Mi manchi. Mi manchi da morire. Ti prego, non abbandonarmi.》 Ogni incontro ed ogni telefonata. Ultimamente in preda alle lacrime. Ed io posso abbracciarlo ma non troppo stretto, baciarlo ma non in modo profondo. Consolare un uomo di quasi 2 metri di altezza e più di 100kg

L’assedio dell’assenza

L’assedio dell’assenza

Mercoledì 13 settembre 2017, al Piccolo Teatro Studio Melato, nell’ambito del Festival Internazionale delle Drammaturgie – Tramedautore ho assistito allo spettacolo “Mi sa che fuori è primavera” tratto dall’omonimo libro scritto da Concita De Gregorio, e magistralmente interpretato, o per meglio dire vissuto e sentito, dalla straordinaria Gaia Saitta, che in un monologo incalzante interpreta

Lungimiranza

Lungimiranza

Quando un rapporto tra due persone diventa un rapporto duraturo, spesso si entra a far parte di un gruppo famigliare, gruppo famigliare da cui non si può prescindere. I figli ne sono inevitabilmente una parte, per chi ne ha avuti ovviamente, così come le persone che ruotano intorno alla coppia e, nemmeno da queste si può

Delitto vista mare

Delitto vista mare

Quel giorno Sara decise di uscire prima, per una camminata mattutina, prima del lavoro. Aveva bisogno di schiarirsi le idee sulla discussione avuta la sera prima col fidanzato, Marco. Stavano insieme da anni e da tre, avevano iniziato la convivenza. Da un po’ di tempo però, lui era cambiato. Non era più il ragazzo solare

Umore a caos

Umore a caos

Ho incassato con classe. Ho ascoltato in silenzio. Dalla sua bocca fluivano parole che raccontavano una storia a me conosciuta. Parole che avevano la forza di una pugnalata. Parole che colpivano là, nel punto più fragile, su una vecchia ferita, e su un atavico pensiero. Su una nuova idea che i più pensavano fosse solo