Stelle tra le righe

Stelle tra le righe

Non sono tanti i momenti nei quali si sente prepotente il bisogno di scrivere, riversare su un qualche supporto i pensieri che si attraversano a vicenda cercando un mosaico nuovo e ispirativo. Il ritorno da viaggi e avventure, per me, è uno di questi. Le parole iniziano ad affollarsi già sulla strada. Lungo il percorso,

La sera della Prima

La sera della Prima

Esco dall’ufficio, imbocco Via Manzoni, costeggio La Scala e sbuco all’angolo di una famosa boutique di moda. L’aria è piacevolmente tiepida anche se la giornata volge al termine e la notte inizia a manifestarsi con il suo buio sovrano. Aleggia profumo di capelli lavati e di preziose essenze spruzzate sulla pelle. “Milan l’è semper Milan”

Va bene così

Va bene così

È davvero finita, ora lo so. E dovrei essere triste e malinconica, sentire nel suono della parola fine il gemito sottile dell’infrangersi dei sogni – troppo impalpabili per far davvero rumore, se non nel fondo dell’anima. Siamo cresciuti credendo che ogni traguardo mancato, ogni cambio di rotta imprevisto, ogni schiena che si allontana dai nostri

Dei giorni di sole e d’autunno

Dei giorni di sole e d’autunno

Profumo di terra umida, sole caldo ed aria fresca. Fuori le strade iniziano a vestirsi delle foglie degli alberi. I piccoli aceri rossi nei giardini, si fanno ancora più splendenti. L’alba arriva tardi, ma appena prima del momento in cui sorge il sole, l’atmosfera è unica, col un silenzio carico di aspettative. Arrivano i primi

Mi manchi 

Mi manchi 

《Non so più come fare. Sto diventando matto. Mi manchi. Mi manchi da morire. Ti prego, non abbandonarmi.》 Ogni incontro ed ogni telefonata. Ultimamente in preda alle lacrime. Ed io posso abbracciarlo ma non troppo stretto, baciarlo ma non in modo profondo. Consolare un uomo di quasi 2 metri di altezza e più di 100kg

L’assedio dell’assenza

L’assedio dell’assenza

Mercoledì 13 settembre 2017, al Piccolo Teatro Studio Melato, nell’ambito del Festival Internazionale delle Drammaturgie – Tramedautore ho assistito allo spettacolo “Mi sa che fuori è primavera” tratto dall’omonimo libro scritto da Concita De Gregorio, e magistralmente interpretato, o per meglio dire vissuto e sentito, dalla straordinaria Gaia Saitta, che in un monologo incalzante interpreta

Lungimiranza

Lungimiranza

Quando un rapporto tra due persone diventa un rapporto duraturo, spesso si entra a far parte di un gruppo famigliare, gruppo famigliare da cui non si può prescindere. I figli ne sono inevitabilmente una parte, per chi ne ha avuti ovviamente, così come le persone che ruotano intorno alla coppia e, nemmeno da queste si può

Delitto vista mare

Delitto vista mare

Quel giorno Sara decise di uscire prima, per una camminata mattutina, prima del lavoro. Aveva bisogno di schiarirsi le idee sulla discussione avuta la sera prima col fidanzato, Marco. Stavano insieme da anni e da tre, avevano iniziato la convivenza. Da un po’ di tempo però, lui era cambiato. Non era più il ragazzo solare

Umore a caos

Umore a caos

Ho incassato con classe. Ho ascoltato in silenzio. Dalla sua bocca fluivano parole che raccontavano una storia a me conosciuta. Parole che avevano la forza di una pugnalata. Parole che colpivano là, nel punto più fragile, su una vecchia ferita, e su un atavico pensiero. Su una nuova idea che i più pensavano fosse solo

Ladra di ricordi

Ladra di ricordi

Zia Lina, viveva in uno di quei paesini del profondo sud dove il farmacista faceva anche il sindaco, dove tutti si conoscono e dove, ancora oggi, si sta con le porte aperte. La Signorina Lina, era proprio un bel tipo. Esile e con la pelle bianchissima, caschetto nero e occhiali grandi. Con gli uomini purtroppo

Paura della felicità

Paura della felicità

Cadaveri di bottiglie vuoti, tetrapak di indubbi contenuti, bicchieri mezzi pieni, svuotati con avidità, per riempirli ancora e ancora, metafora di bisogni da colmare. Ciò non mi rende diversa da nessuno. Ma non mi consola affatto. L’incapacità di vedere qualcosa in un futuro, assolutamente incerto. La totale bramosia di dare un senso a ciò che

Scuotere

Scuotere

Che volevi dire? Cosa volevi dirci? Il tutto si risolve in una stretta potente e viscerale. Mettici il tuo dentro, mescolalo con il tuo fuori, avvolgilo e riscaldalo. Prendilo e dagli un senso, senti tutte le sensazioni che ti trasmette, parlagli con i fremiti e i tuoi brividi. Scuoti il tuo essere. SCUOTIMI E SARO’

Quel mare

Quel mare

La incontrò in spiaggia la prima volta non smise di guardarla, aveva capelli lunghi e un viso da bambola come fosse di porcellana, i suoi occhi erano verde azzurri si condividevano con il mare, lui ne rimase incantato e lei affascinata. Quel mare che tutto volle da loro. Il primo bacio e i primi giri

Baciami

Baciami

Baciami. Baciami perché davanti alle tue labbra non resisto. Baciami perché se non lo fai tu, poi dovrò farlo io. Baciami perché è da idioti guardarsi, sorridersi, desiderarsi e non far toccare le nostre labbra. Baciami perché voglio che tu sia la mia cura. Baciami perché sono senza respiro, fallo perché solo così potrò respirare,