La vita ti aspetta

La vita ti aspetta

La sveglia non è ancora suonata, ma sei già sveglia, hai dimenticato le tapparelle alzate e le prime luci dell’alba entrano nella stanza, i primi raggi di sole ti scaldano il viso. In fondo non è male svegliarsi così, in silenzio con il sole che sorge. Lui dorme ancora, vicino a te, gli accarezzi dolcemente

“Come è umano lei”

“Come è umano lei”

Genovese spigoloso, attento osservatore dell’Italia e degli italiani. Così, Paolo Villaggio,  potrebbe essere descritto, oppure potremmo definirlo un tagliente dissacratore a volte borderline tra comicità e scherno; quell’umorismo che, diciamolo pure,  a volte ci ha fatto un po’ vergognare ma che, ci ha anche fatto ridere, riflettere e rivederci attraverso il suo personaggio più celebre:

Capitano cose

Capitano cose

Capitano cose che sono strade. Capita che non è ancora finito il tempo di cercare l’errore giusto. Capita che è il solo modo che ho di amare. Capita che poteva essere diverso, capita che invece è uguale da sempre, capita che riesco a sopravvivere solo così. Capita che si prende la residenza in uno stato

Percorrere la vita

Percorrere la vita

Mai indugiare sul passato; la vita, per sua stessa natura è un viaggio, un cammino verso l’ignoto, un cammino su una strada tutta da tracciare e da percorrere, una strada che siamo noi a creare con le sue ampie corsie, curve sinuose, salite e discese, un percorso che a volte può essere diritto e diretto

Restare

Restare

  Ti rinchiudi in quel silenzio grande, indossi una maschera e continui il tuo cammino, tanto nessuno ti capirà mai. Racconti a tutti una storia falsa ma alla fine inciampi sempre in un pianoforte scordato, la musica della vita. Una cosa nella vita l’ho imparata, basta giustificare le persone, le cose si fanno se si

Una nuova normalità 

Una nuova normalità 

Si chiedeva sempre se era lei sbagliata a non saper accettare la solitudine o se erano gli altri ad averla convinta che fosse una nuova normalità.  In questa società perché era così poca la vera società?  Cosa non quadrava in quel pensiero che lei cercava di spiegarsi e, soprattutto, perché era così normale vedere tanta

Scrivere…… perché?

Scrivere…… perché?

Perché scrivo? Perché mi piace, mi rilassa, è naturale quasi come respirare. Scrivo per parlare con me, di me. Scrivo di emozioni e sentimenti, esperienze vissute o solo immaginate. Scrivo di sogni e di speranze, di ricordi che ho nel cuore, alcuni belli altri dolorosi, ricordi che fanno parte del mio vissuto e che non

Il mio caleidoscopio

Il mio caleidoscopio

Quante sfumature hanno i colori ? Infinite, come le nostre fantasie, un caleidoscopio pieno di sorprese. Quali sono i colori delle nostre vite? Quali sono le vostre fantasie? L’amore per esempio non può avere un unico colore, ne ha mille e forse di più. Io, parlo da uomo e,  da uomo,  per me le fantasia

Teniamoci il nostro stupore

Teniamoci il nostro stupore

Perché il problema è sempre quello, programmi le cose da una vita e quando accadono non sei mai pronto.Come l’incontro con certi occhi, chè mica lo potevi immaginare che sarebbe stato bello così. Come quando ti parla per la prima volta, e ha la stessa voce di tutte le volte in cui l’avevi immaginato. Come

Sempre uguale, sempre diverso

Sempre uguale, sempre diverso

Siamo sempre le stesse persone quando ci alziamo la mattina? No, non lo siamo. Attacchiamo la giornata con stessi gesti, stesse abitudini nella stessa casa , da soli o con le stesse persone, ma non siamo sempre gli stessi.  L’ umore è diverso, l’atteggiamento verso la vita è diverso. Gli stessi occhi non vedono mai le

Emozioni 

Emozioni 

Su, traducimi un emozione! Lo sai fare tu? Io sicuramente no, ma posso avvicinarmi alle emozioni, ogni volta che chiudo gli occhi e ricordo, ogni volta che lo sguardo attraversa un momento particolare, ogni volta che la tristezza mi prende, ogni volta che il dolore mi accompagna, ogni volta che rido di cuore, ogni volta

Delitto sulla spiaggia (The end)

Delitto sulla spiaggia (The end)

“Cosa succede”? chiese una voce alle sue spalle. Nico riconobbe la voce e si girò subito. Bea era lì, di fronte a lui, aveva metà brioche in mano e la stava mangiando. Nico guardava lei e poi la ragazza sulla sdraio. Insospettita da quell ’ atteggiamento strano fissò la ragazza sulla sdraio e urlò, la

Delitto sulla spiaggia

Delitto sulla spiaggia

Bea era arrivata! Dopo 7 ore di viaggio in macchina poteva finalmente farsi una doccia perchè faceva caldo e aveva l’aria condizionata rotta, aveva guidato con i finestrini abbassati per tutto il tempo ma non era bastato. Si recò alla reception con il trolley e attese che la coppia davanti a lei terminasse la registrazione.

Il mio nemico

Il mio nemico

David era quasi allo stremo delle forze quando riuscì a scorgere in lontananza le luci di un luogo abitato. Stanco per i quasi tre giorni di cammino nel deserto, la pelle del viso arsa dal sole e dalla sabbia, non aveva ancora idea di dove si trovasse. David, ebreo di 17 anni, si era lasciato

La ruota gira per tutti

La ruota gira per tutti

Giocava a fare la ribelle per non mostrare le sue fragilità. Sognava l’amore vero, quello di per sempre felici e contenti, ma s’imbatteva sempre in storie tormentate e senza via d’uscita. Voleva la libertà, ma aveva paura a lasciarsi andare. Aspettava il suo momento. La ruota gira per tutti, ma per lei girava troppo velocemente,


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