Sulla pelle

Sulla pelle

Scrivo poesie sulla mia pelle, brevi come saette, per ricordare di uscirne vivo. Le scrivo senza ritardi, con una punta d’oro arroventata. Raschio via l’epidermide, fin quando le carni vibrano, vicino a diventare pazzo. Lo faccio con la clemenza di uno schiaffo consacrato a mano aperta. Come la furia di un bacio strappato. E mentre

Incipit

Incipit

Oggi, 21 marzo, è il primo giorno di Primavera e anche la giornata mondiale della Poesia. Una doppia P, sinonimo di bellezza e di speranza, a cui tutti abbiamo diritto.Il richiamo del ritorno s’impreziosisce e va, di fresca leggerezza intriso i petali bacia e le mani alle signorine tese nell’attesa d’amore: ecco di nuovo il

A fior di pelle

A fior di pelle

A fior di pelle l’attesa che invento è uno sguardo che spia, mentre s’intrecciano respiri alternati. A fior di pelle ogni profumo pervade il rumore di un bacio strappato, e si declina in sensi offuscati. A fior di pelle il morso ridato stordisce ogni passione, mentre si scioglie il torpore. A fior di pelle si consola

Occhi Neri

Occhi Neri

Gonna lunga e i milioni di ricci arruffati, come i suoi pensieri. E non riusciva mai a tenerli a bada, i pensieri ed i capelli intendo. L’espressione incredula di chi si sorprendeva ancora per qualsiasi cosa, l’aria da ragazzina ingenua che si stampava sul suo volto quando mi guardava. L’ansia delle sue delicate mani che cercavano