Ictus

Ictus

Colpo, percossa, urto. Così recitava il vocabolario di latino. ICTUS: colpo, percossa, urto. Lo osservo adesso, sul tuo corpo storto e rivoltato, il tuo sorriso dimenticato è un ghigno di dolore; vuoi parlare, certo, ma non hai parole e le tue mani fanno un gesto scomposto, disorientato: il tuo asse terrestre uno schianto inaspettato. Non

Memoriale della lingua italiana

Memoriale della lingua italiana

Leggendo, come spesso mi accade, la newsletter di Poesia 2.0, mi sono imbattuta in un articolo intitolato “Memoriale della lingua italiana”, del quale era possibile scaricare il pdf. Una volta apertolo, incuriosita da questa idea di ricordo ordinato del nostro sistema linguistico, per il sempre attivo e meraviglioso fenomeno della serendepity, ho trovato un’affascinante raccolta

Alle Mamme

Alle Mamme

Quanta vita in una sola parola, quante emozioni, sentimenti stati d’animo; impossibile descriverli a parole, sono sentimenti che non si spiegano, si vivono.  Non esiste un modello di mamma, ognuna lo è a modo suo, in modo diverso. Essere mamma non è sempre facile anche se può sembrare la cosa più naturale del mondo, a

Dove porta il vento – parte seconda

Dove porta il vento – parte seconda

All’improvviso i due si rizzarono in piedi, le sbarrarono la strada, allargarono gli arti a descrivere una ics, le loro mani si toccavano quasi, il loro sguardo era beffardo; iniziarono a saltellare unendo i piedi e poi tornando alla posizione originaria, sembrava stessero facendo un esercizio fisico, ma quest’impressione era contraddetta dal ghigno, non si

Sulla pelle

Sulla pelle

Scrivo poesie sulla mia pelle, brevi come saette, per ricordare di uscirne vivo. Le scrivo senza ritardi, con una punta d’oro arroventata. Raschio via l’epidermide, fin quando le carni vibrano, vicino a diventare pazzo. Lo faccio con la clemenza di uno schiaffo consacrato a mano aperta. Come la furia di un bacio strappato. E mentre

Incipit

Incipit

Oggi, 21 marzo, è il primo giorno di Primavera e anche la giornata mondiale della Poesia. Una doppia P, sinonimo di bellezza e di speranza, a cui tutti abbiamo diritto.Il richiamo del ritorno s’impreziosisce e va, di fresca leggerezza intriso i petali bacia e le mani alle signorine tese nell’attesa d’amore: ecco di nuovo il

A fior di pelle

A fior di pelle

A fior di pelle l’attesa che invento è uno sguardo che spia, mentre s’intrecciano respiri alternati. A fior di pelle ogni profumo pervade il rumore di un bacio strappato, e si declina in sensi offuscati. A fior di pelle il morso ridato stordisce ogni passione, mentre si scioglie il torpore. A fior di pelle si consola