È arrivata Santa Lucia!

È arrivata Santa Lucia!

Magia. Sì, sebbene non sia più una bambina da parecchi anni, per me la notte appena trascorsa resterà per sempre quella più magica, oltre ad essere la più lunga come cita un detto popolare. La notte di Santa Lucia! Qui in Pianura Padana la tradizione della Santa che porta doni ai più piccini è molto

Carillon

Carillon

Passi frettolosi e infreddoliti tra le vie del centro. Qualche suonatore agli angoli delle strade, tutti col naso all’insù a lasciarsi meravigliare ancora una volta dalle luminarie che con l’imbrunire ricamano di magia piazze e vie. Cascate dai campanili, comete nascenti, strofe di canzoni, pianeti accesi, sagome di pacchetti. E poi fiocchi, cristalli di neve,

Bello così!

Bello così!

Foglie gialle e ambra a terra, sull’asfalto stanco di pioggia. Case dai muri colorati che su vecchi intonaci raccontano molti inverni ed estati senza ritocchi. Un muretto di mattoni rossi fa da contorno ad una curva spesso solitaria. E io che invece seduti lassù ci immagino ragazzini intenti nelle loro chiacchiere. Una curva deserta, una

E mi manchi

E mi manchi

E mi manchi. In questa serata non fredda, senza luna e senza stelle, dove spira solo una leggerissima brezza di vento, mi ritrovo fermo a pensare, a pensarti. A pensare a noi, alla nostra storia, al nostro incontro, cercato e voluto da entrambi. A quella sensazione mista di paura ed impazienza … l’impazienza di vederti

Pelle di luna

Pelle di luna

Mi alzo presto mentre lui dorme ancora. Voglio preparagli un caffè e come per farmi compagnia, premo su “riproduzione casuale” dell’i-pod. Gli Shinedown ripartono dal punto in cui io avevo messo in pausa. There is no where else I’d rather be I’m not about to compromise Give you up to say goodbye I’ve got you

Ruota panoramica

Ruota panoramica

Baguette croccanti e zucchero filato, il cielo di Parigi scurisce mentre raggiungo il mio posto e abbasso l’asta di sicurezza per non precipitare. Una pioggerellina così sottile da pungere invisibile mi bagna i capelli, rabbrividisco tra le mani del vento e la ruota panoramica inizia il suo giro. Lo stesso giro di quella al parco

Ciò che resta

Ciò che resta

Il corridoio nella penombra, gli scuri accostati e il riverbero di un’estate ormai lontana. Il vaso sul mobile all’ingresso, i suoi disegni a punta di china che accennano a simboli cinesi, dame abbozzate, un regalo di una vicina di casa che ormai non c’è più. Un mazzo di rose fatte essiccare. Lei ha sempre adorato

Tante donne

Tante donne

Sera e la voglia di coccolarsi. Un tempo per sé dopo giorni interminabili di lavoro. Racchiudersi per dar adito alla vanità. Leggere passate alle unghie di uno smalto color porpora, labbra carnose che immaginano baci lontani, parole sognate che tra i sali da bagno nascondono vibrazioni ad un corpo maturo, ma che grazie a quel

Panta rei

Panta rei

Slaccio le scarpe. I piedi appoggiano sul marmo scaldato dalle temperature di questo luglio infuocato. Doloranti dai tacchi di questi giorni si scottano e muovono qualche passo. Il sole si tuffa oltre la superficie e si rompe in innumerevoli, infinitesimali schegge di luce. Mi sono allontanata da una festa per arrivare qui, uno dei miei

Come quando avevano 4 anni

Come quando avevano 4 anni

Erano solo due bambini. Lui aveva appena compiuto 5 anni, lei doveva ancora farne 4. Andavano all’asilo insieme, giocavano, si divertivano e si innamoravano di quell’amore puro e sincero che solo i bambini di quell’età sono capaci di dare. Organizzavano il loro matrimonio con l’amica di lei che realizzava quadri di cartone e glieli regalava.

Ero

Ero

Uno specchio e due occhi. La luce accesa e la finestra chiusa. Le mani calde e i capelli tirati indietro da una fascia. Le palpebre si abbassano mentre un sospiro rallenta tutto. Sono passata anche dal precipizio. Un viaggio a ritroso. Dove usavo le bugie per tenermi strette le persone. Ero diventata un mostro. Come

Passi lenti

Passi lenti

Era uno stabile vecchio. Le finestre alte e grandi e quel rumore della strada sottostante, vicino all’ospedale, da dove uscivano spesso ambulanze con sirene urlanti. In quel luogo, i primi attimi verso l’autonomia ed i primi ricordi, sbiaditi o indelebili. Il corridoio stretto, le porte bianche su un legno verniciato da anni, quell’affresco grande sul

Fuochi fatui

Fuochi fatui

Nel fitto della Foresta Incantata, alberi secolari dai nodosi tronchi altissimi e dalle folte chiome cariche di autunno, diradano la loro presenza per disporsi attorno al piccolo, nascosto, quasi circolare Lago di Luce. Tra i rami protesi e inneggianti al cielo, filtrano timidi spiragli di Luna che si tuffano nelle oniriche acque leggendarie. Le rive

Era un uomo indefinito.

Era un uomo indefinito.

Non rispondere lo aveva fatto diventare il suo hobby preferito forse perché nel silenzio trovava il suo conforto, metteva su una maschera che lo aiutava ad andare avanti, tra opinioni maliziose e parole mancate ma soprattutto alle domande che gli venivano fatte preferiva tacere; era diventato molto bravo a sviare i discorsi in parole futili,

Lui nell’ombra

Lui nell’ombra

Un viaggio in treno o polpastrelli legati al volante all’ora di punta. Lo vedo nella mia testa, come un pittore abbozza in modo spartano il suo prossimo protagonista, senza paesaggi attorno o virgole a darne risalto, ma così, un nudo crudo, a carboncino, con le sfumature grigie attorno, a sottolineare che è possibile essere realisti

I nonni speciali di Emma

I nonni speciali di Emma

I genitori la mandavano spesso a passare le vacanze dai nonni che vivevano in campagna. Uno dei suoi momenti preferiti era quando passava del tempo da sola con i suoi nonni. Loro le parlavano del passato, di quando si mettevano le scarpe smesse dei fratelli più grandi anche se erano di quattro o cinque numeri

Il gigante e la bambina

Il gigante e la bambina

Le prime braccia che, dopo quelle dei miei genitori, mi hanno stretta appena nata. Le stesse che, dopo qualche mese, mi facevano “guardare il mondo”. Così dicevano quando la mia piccola schiena veniva appoggiata allo stomaco del nonno e, trattenuta dalle sue mani grandi, . Piccoli viaggi per le stanze della casa, attraverso i vasti