Come quando avevano 4 anni

Come quando avevano 4 anni

Erano solo due bambini. Lui aveva appena compiuto 5 anni, lei doveva ancora farne 4. Andavano all’asilo insieme, giocavano, si divertivano e si innamoravano di quell’amore puro e sincero che solo i bambini di quell’età sono capaci di dare. Organizzavano il loro matrimonio con l’amica di lei che realizzava quadri di cartone e glieli regalava.

Ero

Ero

Uno specchio e due occhi. La luce accesa e la finestra chiusa. Le mani calde e i capelli tirati indietro da una fascia. Le palpebre si abbassano mentre un sospiro rallenta tutto. Sono passata anche dal precipizio. Un viaggio a ritroso. Dove usavo le bugie per tenermi strette le persone. Ero diventata un mostro. Come

Passi lenti

Passi lenti

Era uno stabile vecchio. Le finestre alte e grandi e quel rumore della strada sottostante, vicino all’ospedale, da dove uscivano spesso ambulanze con sirene urlanti. In quel luogo, i primi attimi verso l’autonomia ed i primi ricordi, sbiaditi o indelebili. Il corridoio stretto, le porte bianche su un legno verniciato da anni, quell’affresco grande sul

Fuochi fatui

Fuochi fatui

Nel fitto della Foresta Incantata, alberi secolari dai nodosi tronchi altissimi e dalle folte chiome cariche di autunno, diradano la loro presenza per disporsi attorno al piccolo, nascosto, quasi circolare Lago di Luce. Tra i rami protesi e inneggianti al cielo, filtrano timidi spiragli di Luna che si tuffano nelle oniriche acque leggendarie. Le rive

Era un uomo indefinito.

Era un uomo indefinito.

Non rispondere lo aveva fatto diventare il suo hobby preferito forse perché nel silenzio trovava il suo conforto, metteva su una maschera che lo aiutava ad andare avanti, tra opinioni maliziose e parole mancate ma soprattutto alle domande che gli venivano fatte preferiva tacere; era diventato molto bravo a sviare i discorsi in parole futili,

Lui nell’ombra

Lui nell’ombra

Un viaggio in treno o polpastrelli legati al volante all’ora di punta. Lo vedo nella mia testa, come un pittore abbozza in modo spartano il suo prossimo protagonista, senza paesaggi attorno o virgole a darne risalto, ma così, un nudo crudo, a carboncino, con le sfumature grigie attorno, a sottolineare che è possibile essere realisti

I nonni speciali di Emma

I nonni speciali di Emma

I genitori la mandavano spesso a passare le vacanze dai nonni che vivevano in campagna. Uno dei suoi momenti preferiti era quando passava del tempo da sola con i suoi nonni. Loro le parlavano del passato, di quando si mettevano le scarpe smesse dei fratelli più grandi anche se erano di quattro o cinque numeri

Il gigante e la bambina

Il gigante e la bambina

Le prime braccia che, dopo quelle dei miei genitori, mi hanno stretta appena nata. Le stesse che, dopo qualche mese, mi facevano “guardare il mondo”. Così dicevano quando la mia piccola schiena veniva appoggiata allo stomaco del nonno e, trattenuta dalle sue mani grandi, . Piccoli viaggi per le stanze della casa, attraverso i vasti

Il berretto

Il berretto

Una domenica di metà settembre, incominciata con l’attesa per il pomeriggio, per vivere una grande festa con tutta la famiglia riunita, scandita da un pranzo leggero in vista del banchetto ricco di prelibatezze e un po’ la voglia di altri abbracci che purtroppo non ci saranno più. Giorni frenetici, di preparativi e pensieri nostalgici da

Un anno fa

Un anno fa

L’estate stava finendo, come un anno prima. L’aria fresca stava prendendo il sopravvento sul soffocante caldo estivo, come un anno prima. Marco stava lavorando, come un anno prima. E come un anno prima era una giornata piovosa e grigia, una pioggerellina fine e fitta. In quel momento ricordò quando aveva ricevuto quella telefonata: una comune

In aeroporto

In aeroporto

“Gli aeroporti conoscono i sentimenti più sinceri” scrivevo su Facebook qualche anno fa. E ne ho la conferma oggi, mentre attendo notizie del mio aereo diretto a Catania. Seduta in un angolo con le gambe appoggiate sulla valigia e un (immancabile) libro in mano, vedo la gente che passa veloce davanti a me: c’è qualcuno

Sulla scrivania

Sulla scrivania

Descrivo di getto. Un pugno stretto dentro una penna grigia lucida e la mia agenda rossa che mi aiuta ad annotare e spesso liberare. Assaporo le persone e ne calzo mentalmente una caricatura, insabbio il reale elevandolo e sorrido. Penso a come potrei vedere tutto da dietro un vetro o oltre un sipario che impolverato

Compleanno

Compleanno

Un pianoforte non può suonare da solo. Era quello che ripeteva a sé stessa tutte le volte in cui passava davanti alla vetrina del negozio che vendeva pianoforti. Poteva esserci qualsiasi cosa per strada, qualsiasi attrazione, ma i suoi occhi finivano lì con la forza di due poli magnetici opposti. Il pianoforte a coda, con

Un fiore

Un fiore

In ritardo! In ritardo! Tanto per cambiare sono in ritardo. Posso organizzare ogni cosa nel dettaglio, ma con una certezza che non lascia spazio ad altre eventualità, succede quell’imprevisto rovinoso che fa precipitare i miei programmi poco prima di poterli attuare. Trucco da rifare, vestito macchiato da cambiare, chiavi che si incastrano nella serratura, auto

Non era il mare

Non era il mare

Era la prima estate che passavo al mare, un posto bellissimo che mi faceva star bene. Le persone lo guardavano incantate. All’inizio ero un po’ timoroso: tanta eleganza mi attirava, ma allo stesso tempo mi metteva un filo d’ansia, quella di non essere all’altezza di tanta bellezza. Di quel mare ho imparato ad amare la