Ruota panoramica

Ruota panoramica

Baguette croccanti e zucchero filato, il cielo di Parigi scurisce mentre raggiungo il mio posto e abbasso l’asta di sicurezza per non precipitare. Una pioggerellina così sottile da pungere invisibile mi bagna i capelli, rabbrividisco tra le mani del vento e la ruota panoramica inizia il suo giro. Lo stesso giro di quella al parco

Rotaie

Rotaie

Mi stringo nella giacca tirando le maniche sulle mani perennemente fredde. Dondolo il peso tra un piede e l’altro senza oltrepassare la linea gialla. La testa rimbomba delle voci metalliche che annunciano arrivi e partenze, gli occhi stanchi e confusi dai tabelloni degli orari, dalle pubblicità luminose, dalle insegne al neon, avrebbero voglia di chiudersi

La valigia

La valigia

Ci sono case che somigliano a valigie, a volte ordinate e ben piegate, a volte disordinate e spiegazzate. Poi ci sono valigie che sembrano case, a volte ordinate, a volte disordinate. Nel mio caso, la mia casa è una valigia, a volte ben piegata, a volte spiegazzata. Questo perché dentro a nessuna casa mi sento

Napoli

Napoli

Eccomi a Bagnoli (Napoli), davanti alle scale di casa della mia nonna. Lei non c’è più, ma ha lasciato queste scale, questa casa e quest’odore di meridionale abbraccio che trasuda dai muri. Immagino sia in cucina ad aspettarmi. Già sento il profumo del sugo che sta preparando, acceso da ore come da tradizione. Quell’inconfondibile forte

Trieste

Trieste

Sono sul treno seduto al mio solito posto, lato finestrino. Ormai Trieste si avvicina come una nuova conquista. Il treno rallenta e mi dà la possibilità di osservare dal vetro ancora bagnato dalla recente pioggia, i binari che inseguono movimenti di costa, e quel capolavoro di città che si estende sul mare. Trieste da lontano

Hotel Amour

Hotel Amour

Era sceso alla fermata Metro Guy Môquet, da quel che aveva potuto vedere sulla cartina l’Hotel Amour doveva essere da quelle parti. All’8 Rue des illusions, Via delle Illusioni. Bel nome, si (ri)disse per l’ennesima volta.  La ragazza, che aveva incontrato la sera precedente al bistrot, era decisamente carina e ammiccante quel necessario a destare curiosità

Tanteconclusioni

Tanteconclusioni

Salgo assonnata, ciondolo sbadigliando fino al primo posto libero. Il treno parte lentamente e prende velocità. Accavallo le gambe, piego il biglietto appena vidimato sistemandolo tra i giorni dell’agenda, ascolto brani casuali della raccolta musica del telefono. Le canzoni si susseguono senza avere la mia attenzione. Dal finestrino vedo il cielo bianco, opacizzato da una

Per caso, una mattina

Per caso, una mattina

Di fretta. Ore 9,55. Entro in stazione, consapevole che tra qualche minuto parte il mio. Ed è importante, accidenti. Non posso perderlo, devo raggiungere Milano, mi aspettano! Quasi l’occasione della mia vita. Corro sul marciapiedi, trafelato, incurante di chi mi guarda incuriosito, sorridendo. Impreco, farfugliando tra me e me disperati bisillabi. «Eccomi, aspetti, non chiudaa!!!»

I nostri luoghi

I nostri luoghi

L’altoparlante annuncia la partenza del treno Freccia rossa per Torino, l’arrivo è previsto 50 minuti dopo. Anna è già seduta al suo posto, prenotatole dall’Azienda e, come sempre quando viaggia da sola, è molto agitata, anche se non sa perché. Di fianco a lei c’è una signora non più giovanissima, molto bella ed elegante, che

Cercare Fernando per Lisbona

Cercare Fernando per Lisbona

Lo chiarirò subito, amo Lisbona in ogni sua espressione. Le zone più antiche, i rossi tetti bagnati dalla pioggia, il cielo più azzurro che esista (sarà il riflesso dell’Atlantico) e le periferie degradate. Amo soprattutto le tracce di un passato glorioso e decaduto che spunta dietro ogni angolo. Dal Castello che domina la città, ai