Una domanda lo tormentava di continuo.
Una domanda o un timore da svelare? Forse entrambi, forse nessuna delle due cose era ciò che lo teneva sveglio. Sarebbe stato come immaginava? O la realtà per una volta sarebbe stata un’alba più luminosa del previsto? Al peggio non voleva proprio pensare.
In un’esistenza fatta di attese, finalmente era il momento di sapere, di spegnere la fiamma dell’ansia, sempre ben ravvivata dai suoi dubbi.
Ora il suo lento incedere lo conduceva per quel viale a lungo agognato, a lungo immaginato, poteva attardarsi a sentire l’erba con il tocco delle dita, un modo come un altro per prendere coraggio e rimandare l’ineluttabile sentenza.
Lo sguardo vagava febbrile alla ricerca di mille particolari a lui familiari, quelle piccole sicurezze che a volte ci fanno sentire in gabbia, ma stavolta no, oh no, erano le chiavi di una serenità perduta.
Anni e anni di ricerca di qualcosa che alla fine non aveva trovato, perchè forse non aveva mai avuto bisogno di altro che non fosse già in suo possesso.
Ma da quando le persone sanno quello che vogliono? Bella domanda, un sorriso ironico e malinconico incorniciò il suo viso provato da mille e mille giorni.
Si arrestò alla fine del viale, anche quel piccolo espediente per prendere fiato era giunto al termine, infilò la mano in tasca e estrasse la chiave, a lungo conservata come se in fondo si trattasse di un appiglio, un ancora di salvataggio , un’estrema ratio.
La chiave girò e la serratura cedette, spinse lentamente la porta, entro’ con cautela, luce fioca illuminava stancamente la stanza, un attimo di smarrimento per prendere confidenza col passato, dal quale era fuggito a lungo.
Sapeva dove andare, salì le scale con calma e entrò nella porta che gli si pose di fronte.
Nessuno lo aspettava, se non la sua sedia a dondolo, posta sotto la finestra, indolente lo attendeva e lui si accomodò stanco. Estrasse un sigaro, lo accese e lo aspirò a fondo.
Mille pensieri ora svanirono, tutto si illuminò, la sua casa lo aveva atteso, immobile e rassicurante, il suo posto maledetto e felice al contempo.
Aveva perso tutto, avrebbe dovuto ricominciare da zero ancora una volta, ma non da solo, no, aveva ritrovato la cosa più importante, le sue radici.
E con loro aveva ritrovato se stesso.

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