Occhi vitrei, di primo respiro, di primo pianto come splendide note di inno alla vita, di cuore che batteva già.
Di manine aggrappate al seno e poi protese come una dolce preghiera, di primi sorrisi incantatori.
Occhi che gattonano e muovono i primi incerti passi, esplorano curiosi – ”E questo? Cosa sarà? Assaggiamo!”-
Occhi spaesati col grembiulino a quadretti e lo zainetto, e poi di profumo di primi libri nuovi, contenti e soddisfatti :”Mammaaa! Ho preso 10+!”, di ansia di compiti in classe.
Occhi emozionati di Prima Comunione, con le manine unite in preghiera che spuntano dalle maniche troppo lunghe del saio.

Occhi imbarazzati di primo reggiseno comprato dalla mamma, orgogliosi per la prima futura barba, di primo mascara o rossetto, di gel nei capelli che non prendono mai il verso giusto, di letti ricoperti di abiti perché nessun capo sembra essere adeguato o figo abbastanza per le prime uscite.
Occhi felici di “primavera”, di primi approcci, di primi batticuori, delle prime sofferenze di questi giovani amori che…”io e te per sempre”.
Occhi proiettati al futuro, tra sogni e realtà.

Un giorno, fra mille altri…eccoli! Altri occhi, proprio quelli, i più belli, i più luminosi e brillanti, quelli dell’amore vero, maturo, pronto.
Occhi di abbracci intensi, di fiducia reciproca, di progetti insieme.
Occhi vicini, velati e torbidi di bocche che si cercano, che si respirano, che si mangiano, e di mani che vanno ovunque, senza pensare, senza tacere.

Occhi di lacrime d’amore che ne accolgono altri, di nuovo primo respiro.
Occhi di notti insonni, di colloqui a scuola, di tende scostate sui vetri della finestra e sguardo giù in strada, perché è notte tarda e non si vede rientrare.
Occhi di ansie e speranze, e aspirazioni e soddisfazioni e delusioni, ma in ogni caso qualunque cosa per questi nuovi occhi…qualunque cosa.

E poi ..occhi dai nuovi occhi, e ancora più amore e ancora più ansie, sentirsi ringiovanire per loro, viziarli , imparare a conoscere tutti i personaggi dei moderni cartoni animati, imparare tutte le canzoncine delle sigle e una pazienza che non si sapeva di avere.

E occhi soli, tristi, di malinconia, di nostalgia, di ricordi, che baciano e accarezzano foto sul comodino accanto al letto.
Occhi che fanno tenerezza.
Occhi di stanchezza e di malattia, impauriti, spaesati e persi, di mani che tremano, di parole che sfuggono.

Occhi chiusi, da portare nel cuore.

C’est la vie….dans les yeux…

Borghettana per  tantipensieri

immagini dal web

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