Sulla pelle

Scrivo poesie sulla mia pelle, brevi come saette, per ricordare di uscirne vivo. Le scrivo senza ritardi, con una punta d’oro arroventata. Raschio via l’epidermide, fin quando le carni vibrano, vicino a diventare pazzo. Lo faccio con la clemenza di uno schiaffo consacrato a mano aperta. Come la furia di un bacio strappato. E mentre