Ehi, li vedi quei due? Quelli sono due pazzi. Si amano ma non possono stare insieme, si amano ma non riescono a stare vicini senza combinare guai. Li conosco da moltissimi anni, ho visto nascere e morire il loro amore svariate volte, quasi tutti i giorni ho dovuto asciugare le loro lacrime e condividere i loro sorrisi.

Lui ha 36 anni, è bolognese di adozione, sposato ed ambizioso. Lei di anni ne ha 43, è romana, sposata e prossima al traguardo della dirigenza. Si conobbero una decina d’anni fa, quando l’azienda in cui lavorava lui stava per essere assorbita dall’azienda in cui lavorava lei. Era un periodo denso di incontri lavorativi che avrebbero dovuto definire le modalità e i dettagli della fusione tra le due aziende costringendoli a stare lontani dalle loro famiglie anche per molti giorni. Col passare del tempo, lo stress aumentava, l’affiatamento del gruppo di lavoro cresceva di giorno in giorno e la confidenza individuale serviva a rasserenare gli animi sempre troppo tesi.

In mezzo a tutti spiccavano loro due. Brillanti, preparati, impeccabili, sapevano parlare e mettere a proprio agio le persone nonostante avessero personalità molto forti. Si notarono così l’uno dell’altra, sapevano che sarebbero stati una buona squadra, sapevano che avrebbero potuto essere invincibili. Che fosse per lavoro o per una risata, i loro contatti ormai erano diventati quotidiani ed ogni scusa era buona per sentirsi anche più volte al giorno.

Tra tutte quelle telefonate e tutte le mail trovavano anche il modo di raccontarsi un po’. Specialmente nel tardo pomeriggio, quando gli uffici si svuotavano ed il silenzio imperversava nei corridoi. I toni si facevano meno professionali, le conversazioni quasi sussurrate abbozzando sorrisi. All’invincibilità sommarono un affiatamento sempre più intimo. In poco tempo abbatterono ogni tipo di riservatezza, sia professionale che personale, la timidezza iniziale imposta dai ruoli ha lasciò il posto a confidenze e desideri molto speciali.

La data della fusione era ormai prossima, mancavano ancora pochi dettagli che potevano essere discussi anche senza il supporto del gruppo di lavoro. Questa sarebbe stata l’unica possibilità che avrebbero avuto per rimanere soli. Lui lo sapeva, e la sfruttò. Le chiese di incontrarsi nella sede dell’azienda romana per completare le verifiche documentali per concludere la pratica. Lei accettò e fissarono l’incontro per un pomeriggio di maggio inoltrato perché Roma in quel periodo è ancora più bella.

Quel giorno non tardò ad arrivare. Era un pomeriggio bellissimo, cielo terso, sole caldo e temperatura che invitava a tenere le finestre dell’ufficio completamente spalancate. Iniziarono la riunione e si buttarono a capofitto nel futuro delle loro aziende. Lavorarono così intensamente che non si accorsero che fuori era quasi buio, la stanchezza si faceva sentire, i loro volti erano segnati e gli occhi arrossati al punto che decisero di sospendere la seduta.

Lei si offrì di accompagnarlo all’hotel e lui, incredulo, non si sentì di rifiutare. Rimasero in silenzio per quasi tutto il viaggio quando, ad un certo punto, con voce bassa e tremolante, le chiese di cenare insieme. Dalla bocca di lei uscì solo un timido “si”. Non si erano mai visti da soli e fuori del contesto professionale, l’imbarazzo era visibile e tutta la confidenza sembrava aver lasciato il posto ad una timidezza adolescenziale.

Arrivati all’hotel, lui espresse il desiderio di appoggiare la valigia e fare una doccia. Lei rimase in silenzio quasi ad acconsentire, quasi a sperare che le chiedesse di aspettarlo nella camera della dependance che gli era stata assegnata. Dopo nemmeno un minuto, quasi leggendole la mente, le chiese di andare in camera con lui. Questa volta non uscì nessuna risposta dalla bocca di lei, risposero gli occhi felici, stupiti e timidi. Si avviarono e raggiunsero la camera dove, finalmente, diedero libero sfogo ai loro desideri e alla loro passione dimenticando, per un momento lungo una serata, tutto il mondo.

L’indomani tutto tornò alla normalità della vita professionale, riuscirono a concludere la pratica della fusione delle due aziende ma non riuscirono più ad incontrarsi. Ancora oggi rimangono le telefonate, le mail, i ricordi di un sogno di una sera. Ma non riescono a staccarsi.

Sai cosa ti dico? Quei due si amano davvero, anche se non possono viversi ed amarsi liberamente.

@enigmatico141

Condividi

Lascia un commento

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.